Obbligo vaccino docenti e Ata, pressing dei presidi. Salvini dice no. Il Governo prende tempo

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Obbligo vaccinale si o no? Anche su questo argomento si sono creati due fronti: uno che spinge per l’obbligo esteso al personale scolastico e un altro che invece rifiuta il concetto di costrizione, considerati i dati non certo bassi di immunizzazione di insegnanti e personale Ata. Il Governo per adesso resta alla finestra e punta a chiudere subito la questione Green pass per grandi eventi sportivi e di spettacolo, le discoteche, le fiere e congressi. Il governo inserirà anche i treni a lunga percorrenza, gli aerei e le navi. Servirà il certificato pure per i ristoranti al chiuso. Ma entro fine mese primi di agosto, senz’altro arriverà la decisione sulla scuola.

I dirigenti scolastici

A portare avanti la proposta di obbligo vaccinale ci sono in testa i presidi: “Qualora non si riuscisse a ottenere la vaccinazione, si potrebbe valutare una forma di obbligo, che deve valere per tutti coloro che sono a contatto con l’utenza. Dunque per i non vaccinati non si avrebbe l’accesso a un determinato tipo di attività”, dice Antonello Giannelli, presidente ANP.

Ad Orizzonte Scuola i dirigenti scolastici Alfonso D’Ambrosio e Laura Biancato, spingono anche sulla possibilità di obbligo. “Sull’obbligo vaccinalespiega D’Ambrosioc’è una sentenza della corte Costituzionale del 2018 in cui si spiega i casi in cui non si possono vaccinare alcune persone. Ma lo Stato deve informare sull’iter. E soprattutto l’obbligo di vaccinarsi è dettato da aspetti importanti e scatta in presenza del 95% del picco di pandemia. L’obbligo vaccinale può dunque essere introdotto in casi come questi in cui c’è la necessità di farlo“.

Per la preside Biancato, oltre al personale bisogna pensare anche agli studenti: “bisogna vaccinare in massa gli studenti delle superiori, perché se il personale è vaccinato ma gli studenti no, che sono numericamente superiori, non ha senso tutto questo. Quindi dovrebbe esserci una vaccinazione massiccia, non obbligatoria ma sicuramente consigliabile”.

Gli scienziati

In questi giorni ad esprimersi verso un obbligo sono stati alcuni scienziati. Ad esempio Stefania Salmaso, intervenuta ad ‘Agorà Estate’ su Rai3, dice: “Ogni professione ha delle caratteristiche: un insegnante“, ma in generale “tutto il personale scolastico“, ha il dovere di “insegnare il senso civico del vivere sociale” e del fare “una cosa che serve a se stessi e alla comunità“.

Non ha senso – osserva l’esperta – pensare che” nel mondo della scuola, proprio per la missione che la scuola ha, “ci sia qualcuno che non si documenta, non si informa e non fa quello che deve fare“. Qui “non stiamo parlando delle libertà generali – precisa – stiamo parlando di una cosa specifica“.

A favore dell’obbligo vaccinale anche Silvio Garattini, dell’istituto Mario Negri:  “Un nodo molto importante è quello della scuola: bisogna fare in modo che studenti, professori e personale scolastico siano vaccinati” contro Covid. “Perché non vogliamo che la scuola subisca ancora dei ritardi. Sarebbe molto grave. Non è un obbligo. Vedrei bene una legge che dica che per entrare a scuola bisogna essere vaccinati. Un po’ come è stato fatto per le vaccinazioni di base qualche anno fa. Questo per tutti, studenti e personale“.

Siamo ancora indietro, tutto sommato – spiega – Se vogliamo arrivare ad andare a scuola ai primi di settembre, dobbiamo vaccinare entro agosto oppure finirà che già cominciamo a perdere il primo mese praticamente. E abbiamo già perso tanto, troppo tempo con la scuola“.

Sono d’accordissimo sull’obbligo vaccinale per gli insegnanti. E’ l’unico modo per avere una scuola sicura a settembre”, sottolinea Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova.

Mi pare che ad oggi ci siano il 70% degli insegnanti e il 30-35% dei ragazzi vaccinati” contro Covid-19, osserva. “Per settembre con i ragazzi non credo che si farà in tempo a immunizzarli tutti, ma per i docenti è possibile – è convinto l’esperto – Basta varare un provvedimento domani e per il 15 settembre abbiamo immunizzato tutti idocenti. La decisione va presa oggi e non traccheggiare più“.

La politica

Spaccato il mondo della politica: Matteo Salvini, leader della Lega, conferma la propria contrarietà all’obbligo vaccinale per il personale scolastico: “Non serve“, ha detto il segretario della Lega ospite di “Agorà” su Rai3. “Oggi l’80% del personale insegnante è vaccinato, a settembre si arriverà al 90%. Quindi la copertura è ampiamente garantita. Io sono per la spiegazione, la convinzione, l’educazione mai per la costrizione, i licenziamenti, le multe”.

Gli fa eco un altro leghista, Rossano Sasso, sottosegretario all’Istruzione, che a proposito del ddl presentato dalla senatrice Ronzulli, dice: “Agli insegnanti ed al personale educativo ed Ata dovremmo solo dire grazie per quello che hanno fatto negli ultimi 18 mesi, anche andando aldilà degli obblighi previsti dal proprio CCNL. Trovo il ddl Ronzulli assolutamente 1) Inutile ed inopportuno, poiché a Settembre il 90% dei lavoratori della scuola sarà vaccinato. 2) Illiberale, perché non si può imporre un trattamento sanitario obbligatorio per lo più sperimentale 3) Discriminatorio, perché in riferimento ai lavoratori viola l’art.3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Bisogna sensibilizzare, informare, accompagnare ai vaccini”.

Anche l’altra sottosegretaria all’Istruzione, Barbara Floridia, non ritiene necessario il green pass a scuola o addirittura un vero e proprio obbligo: “Il Cts evidenzia la necessità di promuovere il più possibile la vaccinazione tra i docenti e il personale scolastico e, se possibile, anche tra i giovani – ha evidenziato Floridia-. Il green pass non è necessario per il rientro a scuola dove il livello del contagio era bassissimo anche lo scorso anno. È chiaro che sia io che il ministro puntiamo a promuovere il più possibile la vaccinazione perché maggiore è la copertura vaccinale più abbiamo certezza di un contagio sempre più basso nelle scuole”.

Inoltre la sottosegretaria evidenzia che “ci sono le condizioni per ripartire in presenza a settembre” e che quindi non “si può ridurre tutto il dibattito sul rientro in presenza alle vaccinazioni. E ribadisce: “non si può immaginare di subordinare la riapertura a settembre all’obbligo vaccinale per il personale scolastico. Il ministero dell’Istruzione sta mettendo in campo risorse importanti di cui le Regioni devono fare il miglior uso in vista della ripartenza. Da settembre inoltre si avvierà l’utilizzo il software al servizio dei mobility manager scolastici per avere contezza immediata dei flussi nelle scuole italiane per decongestionare il trasporto pubblico“.

Salvini dice no ai vaccini obbligatori per i professori. Noi diciamo il contrario. Senza vaccini, torna la  Dad, ma i nostri ragazzi meritano di tornare a scuola, non di continuare con la Dad. Si al vaccino, no alla Dad“, scrive su Facebook invece Maria Elena Boschi di Italia Viva.

Governo prende tempo

Come abbiamo spiegato in precedenza, il Governo attenderà ancora qualche giorno per decidere, anche se l’obbligo appare una strada che potrebbe percorrersi. Anche se la discussione interna al governo è ancora in corso, su questo argomento e si attende il parere del Comitato tecnico scientifico.

Nel frattempo le Regioni hanno chiesto al governo di raccomandare la vaccinazione per il personale scolastico e universitario, sia docente che tecnico-amministrativo, ma soprattutto di prevedere che in caso di focolai a scuola possa seguire le lezioni in presenza soltanto chi ha il green pass.

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