Obbligo vaccino docenti e ATA, Gissi (Cisl Scuola): “Non è un problema. Ma il Governo non ha riconosciuto l’elevato senso di responsabilità della categoria”

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L’estensione dell’obbligo vaccinale anche a tutto il personale scolastico non rappresenta alcun problema per la categoria “già ampiamente vaccinata volontariamente”.

Ad assicurarlo la segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi che all’Adnkronos spiega: “Aspettiamo di leggere i contenuti del decreto, ma la posizione che abbiamo sempre avuto è molto lineare, noi rispettiamo le misure individuate dalla scienza e dal ministero della salute per garantire tutte le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro e, nel nostro caso, nei luoghi ove ci sono minori che non hanno nemmeno avuto la vaccinazione“.

Il nostro – ricorda Gissi – è un personale che si è già vaccinato volontariamente, quindi, non avrà problemi e si sta già rivolgendo agli hub vaccinali e, in alcuni casi, sono stati già richiamati coloro che hanno fatto le due dosi e vengono convocati per blocchi di scuole, come sta avvenendo ad esempio in Puglia dove io lavoro. Io, per esempio, domani alle 9.15 faro la terza dose senza problemi così come tutte le mie colleghe della mia scuola“.

La procedura – aggiunge – ha un suo percorso e non vedo un rifiuto da parte dei colleghi. Certo, oggi se incontriamo elementi di vincolo vorremmo e chiederemo al tavolo per la sicurezza che sicuramente il ministro convocherà probabilmente nei primi giorni della settimana prossima, il problema di garantire tutto quel personale che ha condizioni di salute non riconducibili alle esenzioni ma riconducibili ad uno stato di salute precario. Quindi ci devono essere medici vaccinatori, medici di medicina generale che possano garantire lì dove questo avverrà per obbligo facendosi carico lo stato di rendere questo obbligo coperto da eventuali indennità ed eventuali coperture assicurative“.

Speriamo che non ci siano episodi negativi e speriamo anche che il percorso possa essere facilitato – evidenzia ancora Gissi- lì dove rimane questa misura, che può essere al di sotto del 10% su tutta la platea dei lavoratori della scuola, chiaramente le norme che tutti noi rispettiamo nella nostra vita democratica devo essere rispettate. Non c’è una sanzione disciplinare, ma c’è una responsabilità che il cittadino assume anche quando sui luoghi di lavoro vengono definite delle leggi alle quali dobbiamo aderire. Non credo – ribadisce – ci sarà una disattenzione da parte del personale della scuola perché la dimostrazione di responsabilità è elevatissima, già garantita in questi lunghi due anni“.

Peccato però, e questo lo verrei dire al Presidente del Consiglio che, a fronte di questo elevato senso di responsabilità – lamenta la numero uno della Cisl Scuola – è venuto a mancare un impegno più sostanziale a livello di legge di bilancio che forse probabilmente avrebbe potuto tracciare una condizione di gratificazione per quanti sono stati eroi in un momento delicato, in condizioni difficili, per evitare la sospensione e garantire la scuola in presenza che non è stata riconosciuta quando si è messo nero su bianco in legge di bilancio l’impegno per la scuola“.

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