Obbligo vaccini, procedure semplificate e nuove tecnologie. Come si stanno organizzando le Regioni

di redazione
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Approvato il decreto sull’obbligatorietà dei vaccini, le Regioni si stanno attivando al fine di permettere la vaccinazione di tutti quei bambini/ragazzi che attualmente non lo sono. 

In attesa di circolari applicative del Ministero della Salute, alcune Regioni hanno già predisposto, come leggiamo su “Il Sole 24 Ore”, delle procedure semplificate, al fine di snellire il lavoro delle scuole e agevolare le famiglie.

Piemonte: le ASL, entro il 31 agosto, invieranno alle famiglie con figli non vaccinati una lettera di convocazione in duplice copia con la prenotazione dei vaccini da fare; la lettera controfirmata dovrà poi essere consegnata a scuola entro il 10 settembre (come prevede il decreto per la fase transitoria), così da dimostrare la volontà di vaccinare i figli. Chi è invece in regola non riceverà la lettera dell’ASL e potrà scaricare dal sito della Regione un modello di autocertificazione da portare sempre a scuola (entro il 10 settembre).

Veneto: la Regione verifica i soggetti da vaccinare, utilizzando l’apposita anagrafe regionale; si utilizzeranno SMS ed APP per comunicare con i genitore e fornire loro i dati necessari all’autocertificazione da presentare a scuola.

Emilia Romagna: a settembre il certificato vaccinale dovrà essere presente nel fascicolo sanitario elettronico e da qui potrà essere scaricato e stampato, quindi consegnato a scuola.

Abruzzo: la Regione è dotata dell’anagrafe vaccinale unica, che faciliterà la verifica della copertura vaccinale. Sarà, inoltre, messo a disposizione delle famiglie un modello unico di autocertificazione, disponibile presso studi medici, centri vaccinali e scuole.

Lazio: la Regione ha stipulato un protocollo di Intesa per snellire le relazioni ASL -scuole e sarà a disposizione dei cittadini un call center, che fornirà tutte le informazioni necessarie e provvederà all’invio del certificato vaccinale a chi ne è sprovvisto.

Le Regioni, dunque, sembrano esser pronte all’avvio dell’obbligo suddetto, sebbene il lavoro da fare sia ancora tanto.

Un aspetto da evidenziare, considerati anche i numeri dei bambini/ragazzi da vaccinare, sono i costi elevatissimi.

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