Obbligo vaccini: accordo semplificazione per iscrizione a scuola. Veneto, solo su base volontaria

di redazione
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Non ha dubbi la Lorenzin sulla costituzionalità del Decreto che obbliga le famiglie, anche contro la loro volontà, a vaccinare i propri figli.

Di diverso avviso il Movimento 5 Stelle che ritiene il decreto incostituzionale e avanza l’ipotesi di obbligo solo in caso di epidemia.

Oggi in Parlamento sono state audite anche le Regioni. Il Veneto, per voce di Luca Coletto, ha ribadito che come la Regione – che ha impugnato il decreto davanti alla Consulta – è “a favore delle vaccinazioni, ma su base volontaria, come fanno i tre quarti dei Paesi Europei”.

Oggi parrebbe essere stato raggiunto un accordo per semplificare le procedure di iscrizione a scuola. “Chiediamo – ha spiegato Saitta in audizione alla commissione Sanità di Palazzo Madama – un’unica circolare applicativa in merito al decreto, ciò per non creare problemi ai genitori: per questo stiamo definendo e concordando una procedura semplificata, in modo che il bambino possa essere iscritto a scuola e poi sarà la Asl a contattare le famiglie per effettuare le vaccinazioni necessarie. Su questo punto c’è stato un primo incontro positivo con i ministeri della Salute e Istruzione”. Quanto ai tempi, ha aggiunto, “in fase di conversione del decreto, si può immaginare che il prossimo anno scolastico, 2017-18, sia dedicato a mettere in regola principalmente i bambini per la frequenza ai nidi e alle scuole materne. L’anno successivo potrebbe invece essere finalizzato alla messa in regola dei bambini alla scuola dell’obbligo”. Saitta ha quindi ribadito che la posizione della maggioranza delle Regioni è a favore dell’obbligo vaccinale “con alcuni correttivi”

Da parte sua, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha auspicato che “si riesca a rompere il fronte di opposizione ai vaccini nel Paese. Sono assolutamente convinta della costituzionalità del decreto – ha detto -. Le argomentazioni ci sono tutte e l’urgenza anche”.

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