Sasso: “No ai docenti demansionati, non c’è logica giuridica e sanitaria. Riammetterli in classe tramite tampone. Cambieremo il Decreto Riaperture” [VIDEO INTERVISTA]

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Lunga intervista rilasciata a Orizzonte Scuola al sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso, in vista del termine dello stato di emergenza e dei cambiamenti nella gestione dell’emergenza Covid-19 anche per la scuola.

A metà febbraio aveva parlato proprio a Orizzonte Scuola del 1° aprile come una data chiave per l’emergenza Covid in ambito scolastico. Si reputa soddisfatto delle misure previste dal governo?

“Soddisfatto sì, ma non del tutto perché ci sono dei fattori che avrei superato. In un governo di unità nazionale, però, è chiaro che bisogna mediare. Grazie alla Lega siamo riusciti a togliere diverse restrizioni e a porre fine allo stato di emergenza. La sfida di tenere aperte le scuole il 7 gennaio malgrado tutte le pressioni possibili l’abbiamo vinta”.

Sulla gestione dell’obbligo vaccinale, il governo pare abbia un po’ pasticciato. Fa discutere, soprattutto, la situazione dei docenti non vaccinati. Lei è d’accordo con quanto previsto dal Decreto Riaperture? Dove si può migliorare?

“Il decreto Riaperture va migliorato, ci vuole un intervento normativo possibilmente da una mano che conosce il mondo della scuola. I docenti, ma anche se fosse solo uno, non possono essere demansionati. Si crea così un corto circuito giuridico e pedagogico. Io penso che con un po’ di buon senso si poteva evitare questo sovraccarico di lavoro per i dirigenti scolastici. La nota esplicativa ministeriale in realtà non aggiunge altro, sono cose che già conoscono bene i presidi. Bisogna essere estremamente chiari. Le condizioni sono mutate, non siamo più a marzo 2020, ora siamo a marzo 2022. Queste figure professionali non possono essere trattate così, non c’è logica giuridica. Allora ecco una proposta di buon senso. Riammettere i docenti in classe tramite tampone”.

INTERVISTA VIDEO

a cura di Patrizia Montesanti e Andrea Carlino

Docenti non vaccinati, Bianchi: “Il rientro in classe sarebbe stato segnale diseducativo” [TESTO INTEGRALE]

Le regole generali di sicurezza

In tutte le istituzioni del sistema educativo, scolastico e formativo:

  • Resta l’obbligo di utilizzo di mascherine di tipo chirurgico (o di maggiore efficacia protettiva), fatta eccezione per i bambini fino a sei anni di età e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso delle mascherine. La mascherina va indossata anche sui mezzi di trasporto e sui mezzi di trasporto scolastici (di tipo FFP2 fino al 30 aprile 2022). La mascherina non va indossata durante le attività sportive.
  • È raccomandato il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, salvo che le condizioni strutturali-logistiche degli edifici non lo consentano.
  • Resta fermo, in ogni caso, il divieto di accedere o permanere nei locali scolastici se si è positivi al Covid o se si presenta una sintomatologia respiratoria e una temperatura corporea superiore ai 37,5°

Sarà possibile svolgere uscite didattiche e viaggi d’istruzione, compresa la partecipazione a manifestazioni sportive.

Fino al 30 aprile si potrà accedere alle istituzioni scolastiche solo esibendo il green pass cosiddetto ‘base’ (vaccinazione, guarigione o test).

Gestione dei casi di positività

Scuole dell’infanzia – Servizi educativi per l’infanzia

In presenza di almeno quattro casi di positività tra le alunne e gli alunni nella stessa sezione/gruppo classe, le attività proseguono in presenza e per docenti ed educatori, nonché per le bambine e i bambini che abbiano superato i sei anni, è previsto l’utilizzo delle mascherine Ffp2 per dieci giorni dall’ultimo contatto con il soggetto positivo.

In caso di comparsa di sintomi, è obbligatorio effettuare un test antigenico (rapido o autosomministrato) o un test molecolare. Se si è ancora sintomatici, il test va ripetuto al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto. In questo caso l’esito negativo del test è attestato con autocertificazione.

Scuole primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado e sistema di istruzione e formazione professionale

In presenza di almeno quattro casi di positività tra le alunne e gli alunni, le attività proseguono in presenza e per i docenti e gli studenti che abbiano superato i sei anni di età è previsto l’utilizzo delle mascherine Ffp2 per dieci giorni dall’ultimo contatto con il soggetto positivo.

In caso di comparsa di sintomi, è obbligatorio effettuare un test antigenico (rapido o autosomministrato) o un test molecolare. Se si è ancora sintomatici, il test va ripetuto al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto. In questo caso l’esito negativo del test è attestato con autocertificazione.

La didattica digitale integrata

Le alunne e gli alunni delle scuole primarie, secondarie di primo grado, secondarie di secondo grado e del sistema di istruzione e formazione professionale, in isolamento per infezione da Covid, possono seguire l’attività scolastica nella modalità della didattica digitale integrata su richiesta delle famiglie o dell’alunno maggiorenne accompagnata da specifica certificazione medica che attesti le condizioni di salute dell’alunno. La riammissione in classe è subordinata alla sola dimostrazione di aver effettuato un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo.

Obbligo vaccinale del personale

Fino al 15 giugno resta l’obbligo vaccinale per tutto il personale scolastico. Secondo il decreto pubblicato, la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni. Laddove non risulti l’effettuazione  della  vaccinazione  o  la presentazione  della  richiesta di vaccinazion  nelle   modalità stabilite nell’ambito della campagna vaccinale in atto, il personale docente ed educativo sarà invitato a produrre, entro 5 giorni, la  documentazione comprovante “l’effettuazione della vaccinazione oppure  l’attestazione relativa all’omissione  o  al  differimento  della  stessa, ovvero la presentazione della richiesta di vaccinazione da eseguirsi in un termine non superiore a venti  giorni dalla  ricezione  dell’invito,   o   comunque   l’insussistenza   dei presupposti per l’obbligo vaccinale”. In caso di mancata presentazione della documentazione e di inosservanza dell’obbligo vaccinale il personale docente ed educativo non adempiente sarà utilizzato in attività di supporto all’istituzione scolastica. Non andrà, dunque, in classe.

Le risorse per l’emergenza

Con il decreto legge pubblicato lo scorso 21 marzo, sono stati previsti 30 milioni da destinare alle scuole per proseguire con l’acquisto di mascherine e materiale per l’igiene, materiali di consumo legati all’emergenza.

L’organico per l’emergenza

L’organico viene prorogato, in base al decreto legge pubblicato lo scorso 21 marzo 2022, fino alla fine delle lezioni, ovvero non oltre il 15 giugno 2022, salvo che per le scuole dell’infanzia statali nelle quali il termine è prorogato fino e non oltre il 30 giugno 2022.

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