Obbligo vaccinale, per i dirigenti scolastici il controllo è a cura dei direttori degli USR. In caso di sospensione la scuola sarà affidata ad un reggente

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Nella giornata del 12 gennaio il Senato ha approvato in prima lettura il DL n.172 del 26 novembre 2021 relativo all’estensione degli obblighi vaccinali per il personale scolastico. Per il personale scolastico è già in vigore l’obbligo dal 15 dicembre. Tuttavia, sono state apportate alcune aggiunte o correzioni al testo originario. Fra le modifiche viene specificato come funziona il controllo dell’obbligo vaccinale per i dirigenti scolastici.

Chi controlla lo stato vaccinale dei dirigenti scolastici?

A verificare lo stato vaccinale di insegnanti e Ata è il dirigente scolastico che a sua volta è obbligato alla vaccinazione. Con le modifiche introdotte al testo dal Senato, è esplicitato che i controllori per i Ds sono i direttori degli Uffici Scolastici regionali: “i direttori degli uffici scolastici regionali e le autorità degli enti locali e regionali territorialmente competenti verificano, rispettivamente, l’adempimento del predetto obbligo vaccinale da parte dei dirigenti scolastici e dei responsabili delle scuole paritarie nonché delle altre istituzioni di cui al comma 1, lettera a)“.

Per quanto riguarda le attività di verifica e l’adozione dell’atto di accertamento, queste “sono svolte secondo le modalità e con gli effetti di cui al comma 3”.

Inoltre, “in caso di sospensione dei dirigenti scolastici, la reggenza delle istituzioni scolastiche statali è attribuita ad altro dirigente per la durata della sospensione“.

IL TESTO APPROVATO IN SENATO

L’obbligo vaccinale per il personale scolastico è previsto dal comma 1 dell’articolo 2: dal 15 dicembre 2021 vige l’obbligo vaccinale, relativo sia al ciclo primario (o all’eventuale dose unica prevista) che alla somministrazione della dose di richiamo successiva ad esso, al personale scolastico, al personale del comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico, al personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie e al personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa alle dirette dipendenze del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria o del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità.

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