Obbligo vaccinale per dipendenti pubblici, c’è chi dice sì, c’è chi dice no. Costa avverte: “Ad oggi parliamo solo di obbligo per i sanitari”

WhatsApp
Telegram

Il governo continua a lavorare sulle misure per contenere la quarta ondata del Covid ed evitare che la situazione degeneri in vista del Natale.

Tra le nuove regole allo studio ci sono la riduzione della durata del green pass, la terza dose e si riapre anche il dibattito sull’obbligo vaccinale.

Tra le misure che potrebbero essere attuate vanno “considerate forme di obbligo vaccinale per alcune categorie professionali, in particolare chi assiste o è a contatto con il pubblico”, mentre l’obbligo per tutti è “un’opzione estrema”.

Le forme di obbligo vaccinale potrebbero entrare in vigore per alcune specifiche categorie professionali, in particolare per quelle che assistono o sono in contatto con il pubblico, ad esempio forze dell’ordine, dipendenti della pubblica amministrazione insegnanti.

Per la verità ancora su questo tema non sembra esserci una vera e propria decisione, piuttosto una manifesta disponibilità in caso di bisogno da parte del Governo. Lo conferma anche il sottosegretario alla Salute Costa: “Ad oggi non c’è il tema dell’obbligo vaccinale per altre categorie. Tuttavia l’obbligo è una questione che il governo non ha mai escluso e se ci fosse la necessità di ampliarlo ad alcune categorie, siamo pronti a farlo“. dice a Rainews24 il sottosegretario. Questa settimana, ha quindi confermato, “ci sarà invece una decisione per l’obbligo vaccinale della terza dose per le categorie per cui è già previsto l’obbligo” del ciclo primario.

Sull’obbligo si è espresso il presidente del Veneto Luca Zaia: “Cosa intendiamo per obbligo? Portare le persone con la forza pubblica a fare il vaccino? L’obbligo è stato introdotto dalla ministra Lorenzin nel 2017 e non mi risulta che tutti i genitori immunizzino i loro figli. Il 100% non esiste in nessuna campagna, perché residua sempre una parte che si oppone per ribellismo o paura”. Secondo Zaia c’è bisogno di più informazione istituzionale contro le fake news”.

Dello stesso avviso anche Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna. “Non penso sia necessario introdurre l’obbligo. È diverso, se crescono contagi e ospedalizzazioni, permettere di accedere a certi servizi e occasioni di socialità solo ai vaccinati”.

Contro l’obbligo anche Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni. “La conseguenza dell’obbligo vaccinale è che dovremmo licenziare gli italiani che non si vaccinano?”, ha detto.

“Noi siamo stati i primi a introdurre l’obbligo vaccinale per i sanitari. Bisogna riflettere se farlo con altre categorie, quella che sono a contatto con il pubblico, tipo le forze dell’ordine o chi lavora nella grande distribuzione. Saranno valutazioni che dovremmo fare controllando i dati”, ha detto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa.

“Sono stato tra i precursori dell’obbligo vaccinale e il mio movimento politico potrebbe presentare emendamenti in Parlamento per poterlo applicare, e non è detto che non lo faccia“, ha dichiarato il presidente della Liguria Giovanni Toti.

“Sono stata la promotrice dell’obbligo vaccinale per il personale sanitario e l’avrei esteso innanzitutto ad altre categorie professionali e poi in modo diffuso a tutti i cittadini”, ha detto Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato.

WhatsApp
Telegram

Eurosofia. Scopri la nuova promozione natalizia: “Calendario dell’avvento”