Obbligo vaccinale, la corte costituzionale di Vienna lo mette in dubbio. Anief: il governo italiano ci rifletta

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La Corte costituzionale di Vienna mette in dubbio l’obbligo vaccinale e pone le stesse domande al ministro della salute austriaco poste a quello italiano dal Consiglio di giustizia amministrativa della Sicilia, che deciderà il 16 marzo sulla remissione alla Consulta della norma italiana.

La notizia è importante perché l’Austria è il primo Paese europeo ad aver introdotto l’obbligo vaccinale dopo la Slovenia dove è stato dichiarato incostituzionale prima della sua entrata in vigore per il pubblico impiego, seguito da Grecia, Italia e Francia (solo per i sanitari) mentre Spagna, Portogallo e Danimarca si avviano a seguire la

Gran Bretagna nella fine di ogni restrizione. Negli USA è stato bloccato per il personale sanitario da un Tribunale federale e dalla Corte Suprema per i lavoratori del privato.

Perché domani il Governo italiano in Consiglio dei Ministri non ne approfitta per fermare l’obbligo vaccinale, le sanzioni verso i cittadini e le sospensioni di tutti i lavoratori over 50, di quelli della scuola, della sanità, delle forze armate e di polizia già attuate?

Secondo il sindacato Anief, “non sarebbe un segno di debolezza, ma di intelligenza oltre che di buon senso, senza peraltro aspettare il giudizio della Corte di giustizia europea sui ricorsi promossi dal Tribunale di Padova proprio sull’obbligo vaccinale per il personale sanitario e da #Anief sul controllo europeo sulla corretta pubblicazione del regolamento comunitario nella gazzetta italiana della certificazione verde“.

 

Anief ricorda che entro oggi è ancora possibile aderire al ricorso al Tar Lazio contro l’obbligo vaccinale per il personale scolastico. Per informazioni, cliccare qui.

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