Question time alla Camera: le risposte del governo su obbligo vaccinale e PNRR [VIDEO]

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Il governo risponde in merito all’obbligo vaccinale e al reintegro dei docenti sospesi. Alla Camera dei Deputati, due interrogazioni parlamentari in merito all’istruzione.

La prima è del Partito Democratico riguardante il PNRR, la seconda, di Italia Viva, invece, riguarda l’obbligo vaccinale.

Attualmente il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, è positivo al Covid-19. Pertanto a rispondere alle interrogazioni sarà il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà.

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Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, risponde a interrogazioni, rivolte al ministro dell’Istruzione, sull’attuazione degli interventi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza in materia di istruzione, con particolare riferimento al sistema di orientamento per gli studenti (Di Giorgi – PD) e sulle iniziative in relazione al rientro in servizio del personale scolastico non vaccinato contro il Covid-19 (Toccafondi – IV)

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Prima interrogazione

DI GIORGI, PICCOLI NARDELLI, PRESTIPINO, LATTANZIO, NITTI, ROSSI, ORFINI, CIAMPI, LORENZIN, BERLINGHIERI e FIANO. — Al Ministro dell’istruzione. — Per sapere  premesso che:

l’obiettivo degli interventi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza è quello di dare ai giovani gli strumenti necessari per una partecipazione attiva alla vita sociale, culturale ed economica del Paese, consentendo ai capaci e ai meritevoli di raggiungere i gradi più alti degli studi e facilitando il loro ingresso nel mondo del lavoro. In tale contesto, si punta anche all’integrazione delle tecnologie digitali nel sistema educativo;

la maggior parte delle risorse destinate all’istruzione finanziano investimenti e riforme presenti nella missione 4 («Istruzione e ricerca»), nell’ambito della componente 1 («Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido alle università»);

in particolare, riguardano sei riforme, da adottare entro il 2022, che contribuiranno a mettere il sistema scolastico al centro della crescita del Paese, integrandolo pienamente alla dimensione europea. Le misure interverranno sulla riorganizzazione del sistema scolastico, sulla formazione del personale, sulle procedure di reclutamento, sul sistema di orientam ento, sul riordino degli istituti tecnici e professionali e degli istituti tecnici superiori;

da quanto anticipato, la riforma sul sistema di orientamento introdurrà moduli di non meno di 30 ore per le studentesse e gli studenti del IV e V anno della scuola secondaria di secondo grado e verrà, inoltre, realizzata una piattaforma digitale di orientamento relativa all’offerta formativa terziaria degli atenei e degli istituti tecnici superiori;

nel corso dell’ultima audizione, presso la Commissione lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato della Repubblica, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui canali di ingresso nel mondo del lavoro e sulla formazione professionale dei giovani, si apprende dal Ministro interrogato la possibilità di estendere i moduli di orientamento alle scuole secondarie di primo grado, anche al fine di favorire una scelta consapevole di prosecuzione del percorso di studi e contrastare la dispersione scolastica;

le risorse stanziate sono valutate per l’introduzione dei moduli di orientamento per le studentesse e gli studenti frequentanti il IV e V anno delle scuole secondarie di secondo grado;

si apprezza e condivide l’introduzione dei moduli di orientamento anche per gli studenti delle scuole secondarie di primo grado –:

quali siano i principi guida che il Ministro interrogato intenda seguire nella condivisione e attuazione della riforma del Piano nazionale di ripresa e resilienza in oggetto e, in particolare, quali metodologie e obiettivi, nonché risorse aggiuntive, intenda attivare al fine di introdurre il sistema di orientamento a partire dagli studenti delle scuole secondarie di primo grado.
(3-02857)

Seconda interrogazione

TOCCAFONDI, ANZALDI, NOJA, BALDINI, FREGOLENT, UNGARO, MARCO DI MAIO, OCCHIONERO e VITIELLO. — Al Ministro dell’istruzione. — Per sapere – premesso che:

il decreto-legge n. 172 del 2021 ha introdotto dal 15 dicembre 2021 l’obbligo vaccinale per il personale della scuola e ha disposto che l’accertamento dell’inadempimento determina l’immediata sospensione dall’attività lavorativa, seppur senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro;

il medesimo provvedimento ha previsto che per il periodo di sospensione non sia dovuta la retribuzione e che il Ministero dell’istruzione debba comunicare mensilmente al Ministero dell’economia e delle finanze le unità di personale scolastico privo di vaccinazione e sospeso dal servizio;

con il decreto-legge n. 24 del 2022 si è ribadito l’obbligo vaccinale per il personale docente fino al 15 giugno 2022, nonché stabilito che la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni, ma ha perso efficacia la disposizione che prevedeva la sospensione dall’attività lavorativa e dallo stipendio, adibendo detto personale a non meglio specificate attività di supporto all’istituzione scolastica;

per il personale non docente e i dirigenti scolastici è invece intervenuta una successiva nota, datata 28 marzo 2022, che interpreta il dispositivo precisando che questi possono essere riammessi in servizio e adibiti allo svolgimento di tutte le ordinarie attività, come se la classe fosse l’unico luogo della scuola frequentato dagli studenti e dai colleghi;

la scelta appare quindi ad avviso degli interroganti contraddittoria con quanto fin qui sostenuto sulla necessità di vaccinarsi, peraltro in un momento nel quale i contagi tornano a crescere, ma soprattutto foriera di un messaggio fortemente diseducativo nei riguardi della popolazione studentesca, alla quale viene mostrato come chi viola la legge viene tutelato più dei colleghi che scelgono, anche non a cuor leggero, di rispettarla;

i maggiori costi sono stimati in 30 milioni di euro e circa la metà di questi sono coperti ricorrendo al fondo destinato alla valorizzazione della professionalità docente e al contratto, togliendo quindi risorse ai docenti vaccinati –:

se, alla luce delle criticità evidenziate, non ritenga opportuno adottare iniziative per rivedere la scelta di consentire di riprendere il servizio al personale non vaccinato e comunque quali iniziative intenda intraprendere per evitare che il loro rientro a scuola metta a rischio la salute di studenti e dell’altro personale e provochi conseguenze negative anche in merito all’utilizzo delle risorse destinate al merito e al contratto, anche alla luce del fatto che ad oggi non è stato reso noto il numero di persone oggetto di sospensione dall’attività lavorativa e quanti di questi siano stati effettivamente sospesi anche dallo stipendio.
(3-02858)

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