Obbligo vaccinale, è inutile se prima non si dimezza il numero di alunni per classe: lo chiede Anief

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“Nel Pnrr il Governo ha messo 28 miliardi per la scuola ma non ho visto un euro per sdoppiare le classi, questo è un problema fondamentale, perché il virus circolerà ancora per uno o due anni. E al di là del Covid-19, un minor rapporto alunni-classi dà migliori risultati sugli apprendimenti. Prima di pensare a un eventuale obbligo vaccinale, che dovrebbe essere esteso anche a tutti gli studenti oltre agli insegnanti e agli Ata, bisogna affrontare queste problematiche”.

Così si è espresso il presidente nazionale del sindacato Anief, Marcello Pacifico, commentando la proposta di rendere obbligatori i vaccini per consentire il rientro a scuola in presenza.

Nel corso di un’intervista all’agenzia Teleborsa, il sindacalista ha detto che anche nel corso del “question time di ieri alcuni parlamentari hanno chiesto al ministro Roberto Speranza di introdurre l’obbligo vaccinale. Noi come sindacato Anief siamo contrari, non per una questione ideologica, ma perché riteniamo che” per fare lezione a scuola in sicurezza “il problema principale è quello di aumentare spazi”. In effetti, il ministro della Salute ha ricordato che fino ad oggi “siamo all’85% di persone che operano nelle scuole che hanno ricevuto almeno la prima dose: è sbagliato far passare un messaggio che non riconosca che siamo di fronte a un dato robusto. Detto questo dobbiamo ancora lavorare perchè questo numero possa salire”. Ma, giustamente, dal ministro Speranza non è giunta alcuna volontà di obbligare la somministrazione del vaccino.

“La questione della diffusione del virus – ha spiegato Pacifico – è legata al distanziamento e dunque al problema delle classi pollaio, molto diffuso nelle nostre scuole. Il rischio di contrarre il virus ci sarebbe, infatti, anche con più vaccinati.  Tra l’altro il Garante della Privacy si è espresso sul fatto che è illegittimo per il datore di lavoro chiedere i dati delle vaccinazioni ai propri lavoratori, a meno di un intervento legislativo”.

Il riferimento del sindacalista è all’ordinanza della Regione Sicilia n. 75 emessa nei giorni scorsi, attraverso la quale si vorrebbe obbligare gli enti pubblici che forniscono servizi essenziali, quindi anche le scuole, a compilare una sorta di anagrafe dei vaccinati, indicando quali dipendenti non lo sono per spingerli a immunizzarsi. Inoltre, i lavoratori che dovessero rifiutare la vaccinazione anti Covid, verrebbero trasferiti a mansioni non più a contatto con il pubblico. L’Authority, guidata da Pasquale Stanzione, ha aperto un’istruttoria.

Per cercare di isolare il virus dunque la soluzione proposta dal presidente dell’Anief è quella di “rimettere in sesto i tanti plessi dismessi negli ultimi anni e autorizzare un piano straordinario per la stabilizzazione dei tanti precari che verranno chiamati ancora quest’anno, con record di supplentite, altrimenti il problema della didattica a distanza ce lo trascineremo ancora” per tanto tempo.

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