Obbligo vaccinale docenti, ora si pensa alle sanzioni per livelli. Anief: basta con le minacce

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Anief – La questione dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico e del Green Pass chiesto a tutti per entrare scuola è solo rinviata alla prossima settimana, però continua a tenere banco. Anche per come si andrebbe a costituire.

La mancanza di unità di intenti nella maggioranza starebbe favorendo un obbligo a “strati”: una sorta di gamification, lo definisce così oggi la rivista Orizzonte Scuola, in cui il personale dovrà affrontare diversi livelli. Si tratterebbe di un meccanismo progressivo: come accaduto al personale sanitario, si chiederà al personale docente di vaccinarsi, ma per chi dovesse rimanere inerme od opporsi scatterebbe “un meccanismo sanzionatorio a più livelli: prima il richiamo, poi il trasferimento, infine la sospensione. A questo, si aggiungerebbe un altro distinguo: l’imposizione potrebbe valere solo per gli insegnanti, a strettissimo contatto con gli studenti, e non per il resto del personale scolastico”. C’è poi l’idea “di valutare una soglia a livello regionale o provinciale per imporre l’obbligo. Il problema, non di poco conto, è che ciò potrebbe essere etichettato come anticostituzionale”.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è ora di finirla con le minacce e le cacce all’untore tra gli insegnanti: se il ministero dell’Istruzione procederà con l’obbligo vaccinale senza prima aver sdoppiato le classi, da una parte lanceremo una class action epocale, dall’altra chiederemo l’annullamento dei provvedimenti punitivi. Il Governo pensi piuttosto a ridare alla scuola quei miliardi tolti sulla sicurezza delle classi negli ultimi 13 anni, con dissennate politiche taglia scuole, classi e personale. Invece di ridare il maltolto, peraltro in un periodo di estrema emergenza, continuiamo a parlare di altro. Così non si fa il bene della scuola, degli studenti, delle famiglie e del personale che la vivono ogni giorno”.

È sconcertante come il tema delle vaccinazioni obbligatorie sia diventato vitale per il rientro a settembre e l’avvio regolare del nuovo anno scolastico, mentre delle altre problematiche si parli in modo solo marginale. Perché la verità, scrive oggi la stampa specializzata, “dopo quasi due anni di pandemia, ben due governi non hanno affrontato e risolto temi cruciali quali le classi pollaio e i trasporti. Veri e propri colli di bottiglia di quell’assembramento, nemico contro cui il mondo lotta dall’inizio della pandemia”. Sciolto il nodo giustizia, il giorno deputato al decreto che si occuperà della scuola e dell’obbligo vaccinale parrebbe essere il 5 agosto.

Per il sindacato, sarà una data importante, ma non certo decisiva. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ribadisce che Green Pass per tutti e obbligo vaccinale per personale e alunni, addirittura di parla di bambini sotto il 12 anni, non garantirebbero affatto dalle possibilità di contagiarsi: “Le azioni decisive da intraprendere rimangono quella di aumentare la metratura delle aule, possibilmente con sistemi di areazione, e di adeguare il numero dei docenti per assolvere alla didattica con numeri ridotti di alunni, introducendo, a questo punto per decreto legge, nuovi parametri massimi per la composizione delle classi”.

“Tra l’altro – conclude il sindacalista autonomo – la vaccinazione coatta è stata pure ‘bollata’ dal Consiglio d’Europa come non praticabile: c’è una precisa Risoluzione UE, secondo la quale nessun cittadino europeo deve essere messo nelle condizioni di subire ‘discriminazioni per non essere stato vaccinato per possibili rischi per la propria salute o perché non vuole essere vaccinato’. Quindi, di cosa stiamo parlando?”.

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