Obbligo vaccinale Docenti e ATA: il 64% ha detto No [ESITO SONDAGGIO]

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Il popolo della scuola si è detto contrario all’obbligo vaccinale introdotto dal Governo con il nuovo decreto super green pass. Il sondaggio di Orizzonte Scuola lanciato nella mattinata del 25 novembre ha raccolto oltre 3600 risposte.

La redazione di Orizzonte Scuola ha chiesto ai propri lettori se sono favorevoli o contrari alla misura introdotta dal governo.

Come si può vedere dall’esito del sondaggio, su 3643 risposte, il 64,64% degli utenti ha detto no all’obbligo vaccinale.

Non sono pochi comunque i favorevoli: il 35,36% del totale.

Abbiamo raccolto alcuni commenti provenienti dalla nostra pagina Facebook di utenti che hanno esposto il proprio parere.

“Contrario. Non si capisce perché solo per alcune categorie….se c’è l’obbligo deve essere per tutti!!! Ma chiaramente non vogliono prendersi nessuna responsabilità”;

Contraria all’ obbligo. Ma importa a qualcuno ? Oltretutto un docente di 60 65 anni con patologie è equiparato a un trentenne che corre più rischi con il vaccino che con il covid. Spero Bianchi non continui con le sue frasi ad effetto sul fatto di dare maggior considerazione ai docenti perché si ribadisce sempre più con determinazione che sono la categoria che si può con più libertà trattare come meglio si crede“;

“Se ci deve essere un obbligo, che lo sia per tutte le categorie…!”;

Si fanno tante polemiche in questo periodo, e se siamo arrivati che vogliono fare vaccinare i nostri figli è solo perché tanti adulti non l’hanno fatto. Con questo ognuno è libero di fare ciò che vuole, io mi sono vaccinata e con questo non voglio essere giudicata come io non giudico chi non l’ha fatto“;

Favorevole! Il tampone è una cosa…Il vaccino un’altra perché impedisce al virus di circolare!”

Il decreto Super Green pass

Dal 15 dicembre 2021, l’obbligo vaccinale di cui all’articolo 3-ter, si applica anche alle seguenti categorie di personale:

a) al personale scolastico del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale, dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore;
b) al personale del comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico;
c) al personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa nelle strutture di cui all’articolo 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, ad esclusione dei contratti esterni, fermo restando quanto previsto dagli articoli 4 e 4-bis.

L’articolo 3 ter prevede l’obbligo alla terza dose:

L’adempimento dell’obbligo vaccinale previsto per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2 comprende la somministrazione della dose di richiamo successiva al ciclo vaccinale primario di cui all’articolo 9, commi 2, lettere a) e c-bis), e 3, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87.

Non è previsto il licenziamento

I dirigenti scolastici, tenuti al controllo di docenti e ATA, “accertano l’inosservanza dell’obbligo vaccinale e ne danno immediata comunicazione scritta all’interessato. L’atto di accertamento dell’inadempimento determina l’immediata la sospensione dal diritto di svolgere l’attività lavorativa, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro“.  Non è dunque previsto il licenziamento.

Tuttavia, al personale che non si sottopone a vaccino e terza dose non spetta lo stipendio: “Per il periodo di sospensione, non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati. La sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell’interessato al datore di lavoro dell’avvio e del successivo completamento del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della dose di richiamo, entro i termini previsti dall’articolo 9, comma 3 del decreto-legge n. 52 del 2021, e comunque non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto“.

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