Obbligo vaccinale docenti e Ata, allarme supplenti. I presidi: “Siamo preoccupati”

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Dal 15 dicembre scatta l’obbligo vaccinale per docenti e Ata. All’orizzonte un problema non di poco conto per i dirigenti scolastici.

Come sostituire il personale che non si vaccina? Secondo le stime fatte dall’ANP Lombardia, negli istituti lombardi ci sarebbe una media di 3-4 docenti non vaccinati, ad esclusione dei docenti esentati per patologie. Dopo 5 giorni di assenza vengono sospesi senza stipendio.

A Il Messaggero interviene Matteo Loria, presidente dell’ANP Lombardia: “Sarà un problema trovare i supplenti per pochi giorni con il rischio di quarantene a ridosso del Natale. I supplenti non ci sono: abbiamo ancora posti scoperti dalle graduatorie provinciali. Le scuole saranno costrette a rivedere orari e uscite anticipate”.

Il personale coinvolto nell’obbligo

il personale scolastico

  • del sistema nazionale di istruzione (quindi scuole statali e paritarie)
  • delle scuole non paritarie
  • dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65
  • dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA)
  • dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale (IeFP)
  • dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (ITS)

Personale eventualmente sospeso

L’obbligo, pur scattando il 15 dicembre, va ricondotto al piano vaccinale individuale (relativamente a prima, seconda, terza dose) e nei limiti della durata della certificazione verde.

Il personale che non ottempera all’obbligo vaccinale – nelle modalità e nei tempi indicati dal DL 26 novembre 2021 – sarà sospeso e non potrà svolgere l’attività lavorativa a scuola. Durante questo periodo non spetta lo stipendio né altro compenso o emolumento.

La sospensione non ha natura disciplinare, pertanto docenti e ATA che non adempiono all’obbligo, non potranno essere licenziati e avranno diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

Il personale sospeso potrà rientrare in servizio quando comunicherà l’avvio o il completamento del ciclo vaccinale primario, o la somministrazione della terza dose, entro comunque un periodo di tempo non superiore a sei mesi a partire dal 15 dicembre 2021.

La sostituzione del personale sospeso

La nota emanata il 7 dicembre 2021 dal Ministero afferma

“per la sostituzione del personale docente sospeso, il dirigente scolastico provvede all’attribuzione di contratti a tempo determinato che si risolvono di diritto nel momento in cui cessa la sospensione.

Per la sostituzione di personale scolastico non docente continuano ad applicarsi le ordinarie procedure previste dalla normativa vigente”.

Quanto durerà la supplenza?

E qui il caso è aperto. Poiché il personale sospeso potrà in ogni momento decidere di rientrare in servizio se assolto l’obbligo di cui al DL, la supplenza potrebbe essere “precaria” e far vivere nell’incertezza chi l’accetterà. Il tutto non giustificato dal CCNL che esige invece l’indicazione di una data di termine nei contratti.

La durata massima della sospensione è di 6 mesi a partire dal 15 dicembre, quindi alcune supplenze potrebbero durare anche fino al 15 giugno, ma al momento nessuna certezza.

Non è possibile ipotizzare il numero di supplenze da conferire

Attenzione: ad oggi non è possibile ipotizzare il numero di supplenze da conferire. La situazione sarà più chiara nelle prossime settimane.

La circolare del Ministero del 7 dicembre 2021

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