Nuovo regolamento concorso a cattedra. FLCGIL: “aprire anche ai neo-laureati”

di
ipsef

red – Il nuovo regolamento sul concorso a cattedra, anticipato la scorsa settimana da orizzontescuola.it, attende il parere del CNPI. Molte le novità. Per la FLCGIL bisogna bloccarne l’iter.

red – Il nuovo regolamento sul concorso a cattedra, anticipato la scorsa settimana da orizzontescuola.it, attende il parere del CNPI. Molte le novità. Per la FLCGIL bisogna bloccarne l’iter.

In due articoli abbiamo sintetizzato le novità contenute nella bozza del regolamento:

  • durata biennale delle graduatorie
  • blocco al concorso per chi non ha superato il precedente
  • tetto per il superamento della prova preselettiva 3 volte i numeri messi a bando
  • partecipazione al concorso per una sola classe di concorso.

La bocciatura della FLCGIL è netta.

Ritiene inaccettabile che si intervenga sulla Legge 124/99 per la durata delle graduatorie dei concorsi (ora prevista fino alla pubblicazione delle graduatorie del concorso successivo), nonchè sul Testo Unico (Dlgs 297/94) per quanto riguarda l’eliminazione dell’obbligo del parere del CNPI sui programmi d’esame e sulla costituzione delle commissioni.

Bocciata nettamente anche la norma che prevede la partecipazione per un solo insegnamento anche se si possiedono i titoli che permettono l’accesso ad altre procedure e il divieto di partecipare al concorso successivo se non si è superato il precedente.

Secondo il sindacato "ciò viola l’universalità delle prove concorsuali e il diritto a partecipare a tutte quelle a cui si ha diritto".

Negativo il giudizio anche per la norma che vuole la prova preselettiva non si superi al raggiungimento di un punteggio minimo ma sia prefissato il numero dei candidati ammessi (3 volte i posti a concorso), determinando quindi "disparità tra gli insegnamenti e tra le Regioni in base al numero e alle caratteristiche dei partecipanti". "Potrebbe accadere – crivono dalla FLCGIl – che in qualche caso non si sia ammessi con un punteggio alto, mentre in altri si potrebbe essere ammessi anche con un punteggio basso".

Altri punti di criticati dal sindacato sono:

obbligo di dichiarare il proprio curriculum vitae, senza che lo stesso sia mai preso in considerazione ai fini della graduatoria finale,

assenza della valorizzazione del servizio prestato

assenza della possibilità di partecipazione per i neo-laureati.

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