Nuovo reclutamento, Sinopoli attacca: “Decreto inaccettabile. Ministero dell’Istruzione commissariato da Palazzo Chigi”

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“Metodo inaccettabile merito altrettanto. È evidente che il ministero dell’Istruzione è stato commissariato da qualcuno a palazzo Chigi e al Mef che della scuola non ha capito nulla. Non ne conosce le priorità e i bisogni. Spicca l’assenza totale di un collegamento tra formazione e accesso all’assunzione a tempo indeterminato. Una questione che nel caso dei precari è cogente, tanto che l’unica strada che gli si prospetta è il concorso a quiz”.

Lo afferma all’Adnkronos Francesco Sinopoli, segretario generale della Cgil Scuola in merito al decreto approvato ieri sulle nuove linee per il reclutamento dei docenti.

Non staremo a guardare e chiederemo a tutte e tutti di mobilitarsi contro per i contenuti e per il metodo che pone una grande questione democratica. – continua Sinopoli – Se il paese è commissariato avessero il coraggio di dirlo“.

Il problema comunque si pone anche per i neo-laureati, chiamati ad acquisire 60 Cfu senza garanzie che questa abilitazione sia poi preludio per una assunzione in ruolo. Il sistema proposto, in estrema sintesi, si configura come un’estensione dei Cfu che sono requisiti per l’accesso all’insegnamento e la conferma dei concorsi a quiz. – prosegue Sinopoli – Due misure che si contraddicono, perché chi investe sulla propria formazione non può affidare a un quiz il proprio futuro. Per la Flc Cgil i percorsi di formazione in ingresso devono avere natura abilitante e devono essere uno strumento di formazione e accesso al ruolo, dove i due elementi devono essere connessi in maniera indissolubile“.

Si torna indietro di 30 anni sotto il profilo della gestione dei rapporti di lavoro‘, aggiunge.

Mentre sulla carriera si punta ad nuovo sistema da realizzare con il decreto: una proposta indecente che la Flc Cgil ha subito rigettato come irricevibile. – evidenzia Sinopoli – Si torna indietro di 30 anni sotto il profilo della gestione dei rapporti di lavoro“.

Senza parlare di risorse e saltando il tavolo negoziale, si vorrebbe introdurre per legge una serie di misure come accelerazione di carriera e formazione per il cosiddetto ‘middle management’ oltre che l’introduzione di nuove figure professionali. – sottolinea Sinopoli – La norma, dunque, si sostituirebbe al Contratto che è, invece, e deve restare, l’unico strumento che può regolare il rapporto di lavoro, il salario, le progressioni di carriera. Le risorse per la formazione anziché essere aggiunte vengono prese dal fondo che doveva servire ad integrare i magri aumenti contrattuali. Una indecenza“.

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