Nuovo reclutamento docenti, fioccano le critiche: “Corsa ad ostacoli. Più facile entrare alla Nasa o diventare presidente degli USA”

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In attesa di capire l’esito del Consiglio dei Ministri di oggi, 21 aprile, in cui si discuterà della riforma del reclutamento progettata da Patrizio Bianchi, continuano ad arrivare critiche e bocciature in merito al nuovo percorso per diventare insegnante.

A testimonianza della forte critica al sistema ideato dal Ministro, basta andare a leggere i tantissimi commenti sulla pagina Facebook di Orizzonte Scuola: in una infografica in cui si sintetizza il nuovo reclutamento, si intercetta il pensiero dei diretti interessati: “Ti laurei a 24 anni, poi corso di formazione (30cfu), in seguito devi vincere un concorso e l anno seguente hai un contratto part time. Nei 12 mesi successivi fai l anno di prova e finalmente sei di ruolo. In pratica hai raggiunto 30 anni e sei povero con una ricca formazione“.

Sto pensando di intraprendere questa strada ..ma visto le novità mi sa che lascio perdere .. nemmeno a 60 anni arrivo al ruolo..per carità…una vergogna…ma quanti titoli volete ancora ..che assurdità …prima 24 adesso 60 Cfu

Contratto part-time per ottenere 30 crediti. Quindi si da per scontato che una persona già formata e specializzata possa dedicare del tempo part time ad un lavoro ma poi doverne fare un altro per mantenersi. Perché con un pt se non hai nessuno che ci fai? non fa una piega…

Praticamente arriviamo alla fase 8 nel momento in cui dobbiamo andare in pensione è più facile la carriera di un medico!!

Piu semplice diventare presidente degli Stati Uniti d’America!

Sembra che dietro a questi continui prolungamenti di percorso ci sia la volontà palese di non voler impiegare i docenti a tempo indeterminato e giocare la vergognosa carta del precariato a vita per far lavorare solo a chiamata. Docenti usa e getta“.

Per lavorare alla Nasa il percorso è più semplice

Nel pomeriggio il Consiglio dei Ministri, presiede Draghi da remoto

La riunione tra il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi e le forze politiche, precede il Consiglio dei Ministri che si terrà alla 17.30. Sul tavolo, secondo quanto raccolto, torna il decreto legge Pnrr 2 approvato la settimana scorsa per modifiche volte a dare spazio a nuove norme sull’arruolamento di docenti. Il premier Mario Draghi, nella residenza di Città della Pieve a causa della positività al Covid, presiederà la riunione da remoto.

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La bozza di decreto prevede due distinti argomenti:

1) un nuovo sistema di reclutamento per l’assunzione dei docenti nella scuola di I e II grado con due percorsi separati: uno incentrato sulla formazione iniziale che interessa principalmente i neolaureati; l’altro riservato ai precari con tre anni di servizio. Inoltre, c’è un percorso transitorio per la partecipazione ai concorsi pubblici indetti fino al 31/12/2024;

2) un percorso di formazione e aggiornamento permanente articolato in gradi al termine del quale scatta la progressione salariale prevista dalla contrattazione nazionale attualmente legata esclusivamente all’anzianità di servizio.

La riforma: approvazione entro giugno. 70 mila immissioni in ruolo entro il 2024

Si tratta di anticipazioni presenti all’interno di una bozza che il Ministro dovrà presentare alla Commissione Europea, trattandosi di una riforma direttamente connessa al Pnrr. Dunque, i contenuti potrebbero anche essere modificati.

La riforma, così come previsto nel PNRR, dovrà arrivare al traguardo entro giugno. I concorsi, in base a quanto si legge nel documento, saranno su base annuale. L’obiettivo è arrivare entro il 2024 a 70mila immissioni in ruolo.

Sono previsti due percorsi separati per quanto concerne la riforma del reclutamento: uno incentrato sulla formazione iniziale che interessa principalmente i neolaureati e uno dedicato ai precari con tre anni di servizio.

Formazione iniziale per i neo laureati: come diventare insegnante

Il primo percorso, quello dedicato a chi vuole diventare insegnante nei prossimi anni, prevede una Laurea Magistrale o a ciclo unico, un corso di formazione che verrà impartito da centri di Ateneo per il conseguimento di 60 crediti formativi e una prova di abilitazione che darà l’accesso al concorso a cattedra. Al superamento di quest’ultimo si accederà all’anno di prova che si concluderà con la valutazione finale e la definitiva immissione in ruoloPer quanto riguarda la formazione presso gli Atenei, è prevista la creazione dei percorsi in stretta correlazione con il mondo della scuola.

Precari con 3 anni di servizio: ecco il percorso dedicato per l’immissione in ruolo

L’altro canale del reclutamento si concentra sui docenti precari: si prevede infatti un percorso dedicato per supplenti storici che abbiano al loro attivo 36 mesi di attività. Questi insegnanti potranno accedere direttamente al concorso pubblico e procedere successivamente ad un riallineamento formativo tramite un contratto part-time ed un percorso finalizzato all’acquisizione di 30 CFU nei centri di Ateneo, con successiva prova di abilitazione e anno di prova.

Fase transitoria fino al 2024

Ma la riforma prevede una fase transitoria, che vedrebbe l’intenzione di accelerare l’immissione in ruolo dei docenti fino al 2024.

Questa fase transitoria è prevista nei seguenti termini:chi ha la laurea magistrale e 30 CFU formativi universitari e accademici, potrà accedere al concorso docenti. Una volta superato il concorso si otterrà un contratto di supplenza part time e si integrerà la formazione iniziale con altri 30 CFU e si andrà alla prova finale per ottenere l‘abilitazione. Con questa si potrà insegnare nelle scuole paritarie, mentre, per completare il percorso e insegnare nelle scuole statali si dovrà intraprendere l‘anno di prova al termine del quale è prevista la valutazione finale. Chi avrà valutazione positiva sarà infine immesso in ruolo.

Formazione continua incentivata per il personale docente

Una grossa novità contenuta all’interno della bozza di riforma del reclutamento riguarda la formazione continua per il personale. Per incentivarla il governo ipotizza una progressione stipendiale accelerata per i docenti che frequentano con profitto corsi selezionati.

Il percorso di formazione e aggiornamento permanente è articolato in cinque gradi. Il primo grado è conseguito al termine di un percorso di durata quadriennale. Tutti i successivi gradi, dal secondo al quinto, durano cinque anni. Ogni livello si conclude a seguito di una verifica finale collegata anche a una “valutazione del miglioramento dei risultati scolastici degli alunni degli insegnanti che accedono al percorso di formazione e aggiornamento”.

Al raggiungimento di ogni livello di formazione scatta la progressione salariale prevista dalla contrattazione nazionale attualmente legata esclusivamente all’anzianità di servizio.

Scarica bozza decreto

LE INFOGRAFICHE

 

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