Nuovo reclutamento docenti, Anief chiede di essere realisti: no ai percorsi a ostacoli, sì all’avvio dei corsi di abilitazione anche per i docenti di ruolo bloccati

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Anziché complicare e allungare il percorso di avvicinamento alla professione, il ministro dell’Istruzione dovrebbe avviare da subito quei corsi abilitanti attesi da anni e nel 2020 banditi con diverse decine di migliaia di candidati rimasti al palo.

A quelli si aggiungono i tanti docenti che nel frattempo hanno acquisito un nuovo titolo di studio oppure, se già assunti a tempo indeterminato, debbono chiedere il passaggio di ruolo. A sostenerlo è oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commentando l’irricevibile proposta di riforma del reclutamento dei docenti presentata qualche giorno dal ministro Patrizio Bianchi ai sindacati.

 

Il Ministro ha intenzione di introdurre una fase transitoria sul precariato, allungando la fase di accesso (laurea a ciclo unico più un anno con accesso a numero programmato), ma anche valutando tutti i docenti, durante la carriera, sulla base della loro formazione con incidenza diretta pure sugli scatti di anzianità che quindi perderebbero la loro automaticità. Il presidente nazionale Anief si dice preoccupato, perché in questo modo si allungherebbero i Cfu, introducendo un numero programmato utile solo per partecipare al concorso e non per l’immissione in ruolo. Con i precari con 36 mesi di servizio che potranno accedere direttamente alla procedura selettiva, come già avviene oggi. Pacifico lo ha detto anche in settimana alla ministra dell’Istruzione Cristina Messa, chiedendo di avviare con urgenza tramite gli atenei i corsi abilitanti.

 

“I nostri supplenti – dice il sindacalista autonomo – hanno bisogno di abilitarsi subito e possono farlo anche nell’anno di prova dopo l’assunzione da seconda fascia Gps. Come pure ai cosiddetti docenti ‘immobilizzati’, costretti a rimanere su una sede scolastica lontana, deve essere data la possibilità di abilitarsi per i passaggi di ruolo: non lo diciamo a caso, ma lo prevede il Testo Unico della scuola; non è possibile che dopo quasi 30 anni continui a rimanere tutto bloccato”.

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