Nuovo reclutamento, Ancodis: “Archiviati i docenti di potenziamento per pagare la formazione. Una scelta miope e dannosa per l’autonomia scolastica”

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L’Ancodis torna a commentare il decreto legge contenente la riforma del reclutamento e formazione insegnanti.

Con il decreto legge 36 – scrive l’Ancodis – si pone un’interessante e significativa attenzione al tema della formazione in ingresso e in servizio, che diventa permanente, strutturale e assume un concreto “valore professionale”. Se da un lato si afferma che il personale docente (non per tutti!) deve assolvere a percorsi di formazione anche economicamente incentivata che producono effetti sia retributivi che sulla progressione nella fascia stipendiale, dall’altro – e questo è davvero sconcertante! – nell’art. 16-ter comma 5 si stabilisce che alle risorse finanziarie si provvederà “mediante la razionalizzazione dell’organico di diritto effettuata a partire dall’anno scolastico 2026/2027” riducendo “in via prioritaria il contingente annuale di posti di organico per il potenziamento dell’offerta formativa”.

E’ il caso di ricordare – proseguono i collaboratori dei Ds – che nel comma 63 della Legge 107 è scritto che le “istituzioni scolastiche perseguono le finalità di cui ai commi da 1 a 4 e l’attuazione di funzioni organizzative e di coordinamento attraverso l’organico dell’autonomia costituito dai posti comuni, per il sostegno e per il potenziamento dell’offerta formativa.”

Oggi prendiamo atto, prosegue Ancodis, con l’art. 16-ter comma 5 che è stata fatta una scelta politico-finanziaria MIOPE e IRRESPONSABILE che produrrà nel prossimo futuro gravi conseguenze intaccando profondamente e negativamente l’autonomia scolastica in tre suoi punti di forza:
a) l’autonomia didattica: il docente di potenziamento è stato introdotto con il comma 7 dell’articolo 1 della Legge 107/2015 e – secondo quanto deliberato negli organi collegiali – può essere assegnato per il proprio intero orario scolastico od in parte a specifiche attività che ogni singolo istituto ha individuato nel PTOF per far fronte alla complessità dei bisogni formativi degli studenti;
b) l’autonomia organizzativa; sulla base della complessità gestionale della scuola, ai dirigenti scolastici è data la possibilità di individuare docenti (collaboratori, responsabili di plessi distaccati, coordinatori di settore, referenti individuati ai sensi dell’art. 25 del D. Lgs 165/2001 e del comma 83 dell’art. 1 della Legge 107/2015), al fine di essere coadiuvati e supportati nella gestione organizzativa della scuola;
c) l’efficienza e la qualità del funzionamento didattico e organizzativo dell’Istituzione scolastica attraverso il servizio dedicato in parte o in via esclusiva dalle figure professionali e organizzative di sistema (collaboratori del ds, coordinatore di dipartimento, animatore digitale, tutor per la formazione, FFSS, referenti).

Nel vigente quadro giuridico e contrattuale, insiste Ancodis, grazie all’organico di potenziamento, il dirigente scolastico – per garantire un migliore e adeguato servizio alla comunità scolastica – può attribuire un totale o parziale distaccamento dall’attività d’insegnamento ad uno o più collaboratori impegnati nell’assunzione di incarichi e di funzioni organizzative e di coordinamento utili e indispensabili per la gestione efficiente e efficace dell’istituzione scolastica. Oggi, invece, con l’art. 16-ter comma 5 del DL 36 si indebolisce significativamente l’autonomia didattica e organizzativa e si interviene negativamente sulla qualità del funzionamento, ponendo le basi per una complicata azione di mediazione tra l’attività didattica dentro gli ambienti di apprendimento e quella del funzionamento organizzativo e didattico,
Allora invitiamo le forze politiche e le organizzazioni sindacali a trovare soluzioni finanziarie diverse per non compromettere ancora di più la precaria condizione della scuola italiana di fatto cancellando quel poco di autonomia scolastica che oggi respiriamo.

E – considerata la moderna complessità della scuola autonoma – aggiungiamo di prevedere per ciascuna istituzione scolastica la possibilità che un docente collaboratore del dirigente scolastico possa essere distaccato ex legem per poter svolgere a tempo pieno ed in modo efficace l’attività di collaborazione, conclude l’associazione guidata da Rosolino Cicero.

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