Nuovo PEI, in arrivo il decreto corretto. Resta l’assegnazione ore di sostegno in base ai range

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Sembra proprio che nei prossimi giorni arriverà il decreto interministeriale 182/2020 corretto dal Ministero alla luce delle vicende giudiziarie che hanno caratterizzato la propria vita. I sindacati hanno ricevuto testo e documenti allegati via mail, senza avere un confronto con l’amministrazione.

A porre la questione in modo deciso è il sindacato Anief, che racconta: il Ministero ha annullato la riunione informativa programmata sul PEI e comunica la bozza di decreto con allegati solo tramite mail, senza dare la possibilità di esprimere osservazioni pertinenti e puntuali sul testo.

Dal fronte sindacale dunque si evidenzia l’atteggiamento di chiusura da parte di Viale Trastevere sul decreto che dovrà fornire una regolamentazione al PEI e all’impianto legato al sostegno alunni con disabilità.

In base a quanto risulta, lo stato dell’arte è fermo all’ultima riunione del Ministero con l’Osservatorio per l’inclusione scolastica, dove è emersa la volontà di Viale Trastevere di mantenere praticamente l’assetto principale, intervenendo su alcuni specifici punti.

L’intervento sicuramente di maggiore sostanza sarebbe quello legato allo stop all’esonero: ovvero verrebbe cancellata completamente la frase “l’alunno con disabilità è esonerato da alcune discipline di studio“ dal prossimo decreto. La proposta del Ministero sarebbe quella di prevedere un’attività differenziata di tipo laboratoriale in sostituzione dell’esonero.

Forse sarebbe meglio lasciare ai singoli consigli di classe la decisione di quelle che sono le attività da realizzare sulla base delle singole realtà. Lasciamo ai consigli di classe quell’autonomia per organizzare le attività scolastiche“, ha detto ad Orizzonte Scuola Evelina Chiocca, presidente CIIS.

Tutto invariato anche per quanto concerne l’assegnazione delle ore di sostegno: la quantificazione avverrà sempre secondo il range, tema fra i più contestati del decreto: “Le critiche si erano concentrate sul fatto che questa quantificazione introduceva un automatismo che non aveva nessuna finalità didattica o pedagogica ma una finalità economica, ovvero la riduzione progressiva del numero di insegnanti di sostegno“, ha spiegato ad Orizzonte Scuola Walter Miceli, avvocato specializzato in legislazione scolastica, aggiungendo: “5 mila docenti di sostegno in meno l’anno e una riduzione dei costi delle finanze pubbliche di 182 milioni di euro l’anno. Questo è l’obiettivo dichiarato dal legislatore“, aggiunge.

Altri temi centrali che hanno destato polemica sono la partecipazione effettiva dei genitori al GLO; nel correttivo, infatti, resta la formulazione iniziale del D.I. 182/2020 e sono modificate solo le Linee guida, lasciando intatta la parte che prevede che il GLO “tiene in massima considerazione ogni apporto fornito da coloro che sono ammessi alla partecipazione ai suoi lavori”.

A proposito di GLO, senza sorpresa, resta invariata la partecipazione gratuita da parte dei docenti. Anief, ad esempio, evidenzia che il correttivo sposterebbe il tempo di effettuazione dei GLO in orario “non scolastico”, ovvero in un tempo non di servizio del personale docente; se a ciò poi si aggiungono i vincoli dettati dal d.lgs. 96/2019, che non riconoscono alcun compenso ai docenti impegnati nei GLO, appare evidente che si chieda al lavorare di effettuare la sua prestazione “a costo zero”;

Il decreto correttivo lascia intatta una misura già dichiarata illegittima dal TAR del Lazio, che riguarda per l’appunto la riduzione dell’orario di frequenza degli alunni con disabilità.

Il modello di PEI, salvo nuove indicazioni specifiche, resta quello previsto dal decreto 182/2020.

Il percorso giudiziario: dal Tar Lazio al Consiglio di Stato

Il Tar aveva motivato in questo modo:

  1. sono state dettate norme generali innovative in materia di inclusione utilizzando lo strumento del Decreto anziché, come sarebbe dovuto avvenire, un regolamento, in osservanza delle norme procedimentali per la emanazione dei regolamenti;
  2. è stata prevista una composizione del GLO diversa da quella contemplata dalla normativa primaria;
  3. è stato previsto l’esonero di discipline per alcune categorie di studenti con disabilità.

Di conseguenza, il Ministero aveva emanato una nota con la quale dava indicazioni operative sugli adempimento alla luce della sentenza.

Il Consiglio di Stato con sentenza pubblicata il 26 Aprile precisa che il decreto non è idoneo a ledere interessi concreti e che l’impugnabilità dei contenuti del Decreto dovrà avvenire nel “concreto provvedere, nei singoli casi particolari, in attuazione o sulla base ed entro i limiti di norme antecedentemente poste.”

“Per riconoscere la diretta impugnabilità dell’atto – continua la sentenza – è dirimente la sussistenza di una lesione concreta ed attuale della situazione soggettiva dell’interessato che determini, a sua volta, la sussistenza di un interesse attuale all’impugnazione, altrimenti l’impugnativa dell’atto finirebbe per trasmodare in un controllo oggettivo sulla legittimità dell’atto generale, in contrasto con gli enunciati principi sulla natura personale, concreta e attuale dell’interesse per cui l’ordinamento accorda tutela.”

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