Nuovo PEI, i nodi vengono al pettine: tutti disorientati dopo la sentenza del Tar Lazio. Quale modello adotteranno le scuole?

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Una scure sulle teste di migliaia di famiglie. Ma anche di docenti e dirigenti scolastici. La sentenza del Tar Lazio che boccia in modo completo il nuovo modello di PEI, getta nel caos il sistema scolastico, specie quello relativo all’inclusione scolastica, già tartassato dai “soliti” problemi di inizio scuola delle cattedre vuote.

Il decreto Interministeriale (Istruzione ed Economia) numero 182 del 2020 recante l’adozione del modello nazionale di PEI e delle correlate linee guida, nonché modalità di assegnazione delle misure di sostegno agli alunni con disabilità, è stato infatti annullato dal giudice amministrativo.

Il giudice amministrativo ha esposto chiaramente i motivi, che sono sia di natura formale che sostanziale.

Sin dalla pubblicazione del decreto ministeriale, le associazioni di genitori e di insegnanti avevano posto l’accento sull’incoerenza di un testo che avrebbe dovuto migliorare l’intero sistema che ruota attorno alla frequenza scolastica degli studenti con disabilità.

Tasti dolenti evidenziati sin da subito anche da Ernesto Ciracì, presidente del MiSoS, movimento insegnanti di sostegno specializzati: “prima di tutto la questione dell’esonero prevista dal decreto. E’ assurda. Abbiamo fatto tanto per l’inclusione e questo è gravissimo. Immaginate un alunno con disabilità che deve svolgere un compito di matematica e viene esonerato? In questi casi servono strumenti differenziati per lo studente. Non si può esonerare. Questa è cultura antipedagogica“, tuona l’esperto di sostegno e inclusione scolastica ad Orizzonte Scuola.

In seconda battuta Ciracì ricorda anche un altro punto fondamentale: “Se il profilo di funzionamento è funzionale all’assegnazione delle ore di sostegno e quindi alla redazione finale del PEI, e mancano le linee guida ministeriali, come si fa a redigere un PEI senza profilo di funzionamento? Non si capisce perché si è agito con tutta questa fretta“.

Secondo il presidente MiSoS, “sarebbe stato opportuno prima fare una sperimentazione. Si proponeva alle scuole il nuovo modello. Si testava e una volta comprese le criticità si interveniva e dopo si immetteva a livello nazionale. Bisognava prevedere una fase di transizione, convocando tutti gli attori coinvolti. Il testo, infatti, è una contraddizione pedagogica“.

Bisogna ricordare che entro il 31 ottobre le scuole devono presentare il PEI e a questo punto la domanda sorge spontanea: quale modello adotteranno? Quello precedente al decreto interministeriale oppure il nuovo appena annullato dal Tar Lazio? Secondo Ernesto Ciracì è probabile che, “trattandosi di una sentenza di primo grado, il Ministero per non creare caos sulla consegna del PEI entro il 31 ottobre chiederà una sospensiva con decreto monocratico, prendendo tempo per sistemare il tutto in attesa del Consiglio di Stato“.

Appare dunque piuttosto probabile che il Ministero prenderà tempo per arrivare al Consiglio di Stato con una situazione diversa. Nel frattempo, molto probabilmente, le scuole faranno riferimento al vecchio modello di PEI che proprio quest’anno avrebbe chiuso i battenti. Quel che è emerso, comunque, è che come ci hanno segnalato docenti e dirigenti scolastici, il disorientamento adesso regna sovrano.

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