Nuovo PEI, facilitatori universali: cosa sono e come si individuano. Strumento autoanalisi docenti

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Nuovo PEI, cosa sono i facilitatori universali al fine creare un ambiente di apprendimento inclusivo. Strumento di autoanalisi dei docenti.

Fabbisogno alunno e prospettiva bio-psico-sociale

Le nuove disposizioni, dettate dal DI n. 182/2020 attuativo del D.lgs. 66/2017, prevedono che la valutazione del fabbisogno di risorse professionali per il sostegno didattico e l’assistenza debba essere condotta secondo criteri riguardanti il “funzionamento” e, soprattutto, indirizzati a favorire una migliore inclusione dell’alunno nel contesto scolastico. Ciò in base alla prospettiva bio-psico-sociale alla base della classificazione ICF dell’OMS.

I livelli di disabilità (lieve e grave), nella nuova prospettiva, sono connessi all’interazione della persona con il contesto e, quindi, al livello di “restringimento della partecipazione” (ossia i problemi che un soggetto può sperimentare nel coinvolgimento in situazioni di vita), derivante da barriere allo sviluppo degli apprendimenti e delle dimensioni previste (la dimensione della relazione, della interazione e della socializzazione; la dimensione della comunicazione e del linguaggio; la dimensione dell’autonomia e dell’orientamento; la dimensione cognitiva, neuropsicologica e dell’apprendimento).

Dalla succitata prospettiva derivano cinque condizioni/livelli in riferimento alla “restrizione della partecipazione”, riguardanti le “capacità inizialidell’alunno: assente, lieve, media, elevata, molto elevata. A ciascuno di questi livelli corrispondono dei “range” orari (Allegato C1 al DI 182/2020), necessari a ripristinare condizioni di funzionamento accettabili. I predetti livelli costituiscono quello che viene definito “debito di funzionamento”.

Facilitatori universali

Le barriere summenzionate, così come i facilitatori, sono costituite dai fattori contestuali, che si distinguono in fattori personali e fattori ambientali e sono in rapporto con le Funzioni del Corpo, le Attività Personali e la Partecipazione sociale, rendendone possibile il funzionamento ovvero migliorandolo (facilitatori) oppure ostacolandolo (barriere). Pertanto, è necessario svolgere (sezione 4 del PEI) l’osservazione del contesto, al fine di individuare elementi che rappresentano barriere da rimuovere e facilitatori da valorizzare nella progettazione degli interventi educativi e didattici. Abbiamo dedicato all’argomento un apposito articolo “Nuovo PEI, osservazione e interventi sul contesto: barriere e facilitatori. Compilazione sezioni sei e sette”.

Nelle Linee Guida si suggerisce di individuare non solo facilitatori individuali, rivolti alla singola persona, ma anche facilitatori universali, come ad esempio le due seguenti strategie:

  • didattica flessibile (si propongono modalità di svolgimento delle attività didattiche adeguate alle esigenze di ciascuno studente, evitando una proposta unica per tutta la classe);
  • proposte ridondanti e plurali [si propongono attività basate su molteplici forme di fruizione-somministrazione-valutazione, considerando canali comunicativi diversi, lasciando scegliere le modalità più efficaci per ogni studente e valorizzando varie possibilità di esprimere gli output dell’apprendimento. Ad esempio, l’uso del canale uditivo (esposizione orale dell’insegnante) potrebbe essere rafforzato o compensato utilizzando un rinforzo visivo sia verbale (testi scritti proiettati sulla LIM) sia non verbale (immagini o video). Sono preferibili, affinché l’attività svolta sia efficace, lezioni che prevedano attività operative capaci di coinvolgere tutti i sensi o altre funzioni corporee o cognitive].

Un ambiente d’apprendimento, organizzato facendo ricorso a facilitatori universali, non esclude sempre interventi di personalizzazione per l’alunno con disabilità, tuttavia, se necessari, saranno assai più semplici da organizzare e più efficaci.

Strumento di autoanalisi

Un contributo all’individuazione di facilitatori universali in ambito scolastico è stato fornito dall’UNESCO con uno strumento di autoanalisi che presenta otto indicatori, per ciascuno dei quali sono poste delle domande, finalizzate a verificare se si mettono o meno in campo i predetti facilitatori universali ed eventualmente ad intervenire in tal senso [(tale strumento può essere adattato al contesto della singola scuola); pag. 25 e 26 delle Linee guida adottate con il succitato DI 182/2020].

Di seguito indicatori e domande, come riportate nelle Linee Guida:

1. L’insegnamento è programmato pensando a tutti gli studenti

Le attività didattiche tengono conto degli interessi e delle esperienze degli studenti? Vengono utilizzati diversi metodi di insegnamento? Gli studenti conoscono e comprendono gli obiettivi e le finalità delle attività didattiche?

2. Le lezioni incoraggiano la partecipazione di tutti gli studenti

Tutti gli studenti sono chiamati con il loro nome? Vengono usati materiali che suscitano l’interesse degli studenti? Gli studenti sono consapevoli della possibilità di intervenire durante le lezioni?

3. Gli studenti sono coinvolti attivamente nel loro processo di apprendimento

Gli studenti sono incoraggiati a sentire la responsabilità del proprio apprendimento? L’ambiente scolastico incoraggia un apprendimento autonomo?

4. Gli studenti sono incoraggiati a sostenersi reciprocamente nel processo di apprendimento

La disposizione dei banchi incoraggia gli studenti a interagire tra loro? In alcuni momenti è previsto che gli studenti lavorino in coppia o in gruppo? Gli studenti si aiutano a vicenda per raggiungere gli obiettivi delle lezioni?

5. Viene fornito un supporto quando gli studenti vivono situazioni di difficoltà

L’insegnante è attento agli studenti che presentano delle difficoltà? Gli studenti sono in grado di chiedere aiuto?

6. La disciplina in classe si basa sul rispetto reciproco

Esistono regole per decidere quando è il momento di parlare e quando di ascoltare? Gli studenti pensano che le regole adottate in classe siano eque e appropriate? Vengono contrastati episodi di bullismo?

7. Gli studenti possono contare su persone di riferimento con cui poter parlare quando sono preoccupati o turbati

Le preoccupazioni degli studenti sono ascoltate? Gli insegnanti sono disponibili a parlare con gli studenti in privato?

8. La valutazione contribuisce al successo di tutti gli studenti

Gli insegnanti usano la valutazione formativa per sostenere l’apprendimento? Gli studenti ricevono riscontri costruttivi sul loro lavoro? Gli studenti sono aiutati a correggere e migliorare le loro verifiche o interrogazioni? Gli insegnanti considerano le diversità anche all’interno di un sistema di valutazione formale unico?

Tutte le sezioni del PEI

  1. Quadro informativo
  2. Elementi generali desunti dal Profilo di Funzionamento
  3. Raccordo con il Progetto Individuale
  4. Osservazioni sull’alunno per progettare gli interventi di sostegno didattico
  5. Interventi sull’alunno: obiettivi educativi e didattici, strumenti, strategie e modalità
  6. Osservazioni sul contesto: barriere e facilitatorifacilitatori universali: autoanalisi docente 
  7. Interventi sul contesto per realizzare un ambiente di apprendimento inclusivo 
  8. Interventi sul percorso curricolare (secondaria I gradosecondaria II grado scuola infanzia e primaria) – Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO) – programmazione differenziata, chi decide – Il percorso di studi dello studente con disabilità e la validità del titolo
  9. Organizzazione generale del progetto di inclusione e utilizzo delle risorse
  10. Certificazione delle competenze con eventuali note esplicative
  11. Verifica finale/Proposte per le risorse professionali e i servizi di supporto necessari
  12. PEI redatto in via provvisoria per l’anno scolastico successivo per i soli alunni che si iscrivono per la prima volta a scuola ovvero che già iscritti e frequentanti, vengono certificati nel corso della frequenza FAQ

Riforma sostegno, adempimenti 2020/21: PEI provvisorio entro il 30 giugno e curricolo studente

Modelli PEI, normativa e allegati

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