Nuovo PEI: alunno preso in carico dall’intero consiglio di classe, docente di sostegno diventa risorsa. Ruolo del GLO, partecipazione famiglie

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La Ministra Azzolina nella giornata di ieri, 13 gennaio 2021, ha comunicato di aver inviato, agli Istituti scolastici, dall’infanzia alla secondaria di secondo grado, corredato da apposite Linee Guida, il nuovo modello nazionale del PEI, il Piano Educativo Individualizzato, per alunne e alunni con disabilità.

Ricordiamo che l’iter della nuova inclusione scolastica è stato avviato con il D.LGS. n. 66/17 Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, attraverso l’introduzione di un nuovo modello PEI, Piano Educativo Individualizzato, su base ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) promossa dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Il nuovo PEI sarebbe dovuto entrare in vigore già del 1° gennaio 2019, ma a dicembre 2018 il decreto venne modificato e la sua entrata in vigore rinviata. Bisogna arrivare al 12 settembre 2019, per assistere all’attuazione del decreto legislativo n°96 del 7 agosto 2019 (Decreto inclusione).

Poi i tempi si sono ulteriormente allungati, la diffusione epidemiologica ha dato altre priorità e nello scorso settembre il Ministero dell’Istruzione aveva fatto sapere di aver trasmesso il documento al Consiglio superiore dell’Istruzione, passaggio preliminare all’invio alle scuole.

È il Decreto interministeriale n. 182 del 29 dicembre 2020 a confermare l’adozione del modello nazionale del piano educativo individualizzato e le correlate linee guida, e a stabilire le modalità di assegnazione delle misure di sostegno agli alunni con disabilità.

I segni del cambiamento

Il Ministero dell’Istruzione nella stesura del nuovo modello PEI, si è avvalso della collaborazione delle Federazioni delle Associazioni rappresentanti le famiglie degli studenti con disabilità per poter condividere e avviare così il processo di inclusione rendendo le famiglie e gli alunni più partecipi di quanto avvenisse nel passato.

Attenzione particolare va posta al cambiamento della posizione dell’alunno con disabilità: smette di essere soltanto l’alunno del docente di sostegno e viene nominato a pieno titolo alunno della classe. Tutto il consiglio di classe partecipa al processo educativo e formativo dell’alunno con disabilità. Le norme lo avevano ribadito più volte ma la conferma e la svolta avviene proprio nella nota n.40 del 13 gennaio 2021 trasmessa dal Ministero dell’istruzione a firma del Capo Dipartimento dott. Maxi Bruschi, nella quale tra l’altro viene “richiamato il principio della corresponsabilità educativa che comporta, ai fini dell’inclusione, una duplice prospettiva: da un lato, l’alunno con disabilità è preso in carico dall’intero team/consiglio di classe; dall’altro, il docente di sostegno è, a sua volta, una risorsa per l’intero ambiente di apprendimento” .

Si sottolinea inoltre che la documentazione dell’alunno con disabilità debba essere a disposizione di tutti i docenti, indipendentemente dalle ore svolte nella classe. L’impegno affinché tutti i docenti siano coinvolti nel processo di inclusione dell’alunno, viene anche dalla finanziaria per il 2021 che prevede, all’articolo 1, comma 961, un incremento del fondo destinato alla formazione obbligatoria del personale docente impegnato nelle classi con alunni con disabilità, finalizzata a garantire il principio di contitolarità nella loro presa in carico.

Il nuovo modello PEI su base ICF

L’inclusione parte proprio dal modello PEI che diventa unico, nazionale, diverso solo per ordine e grado di istruzione. Ricordiamo che le scuole erano solite adottare dei modelli in modo autonomo e il modello PEI spesso diventava una “ricerca in rete”.

L’osservazione dell’alunno è il punto di partenza dal quale organizzare gli interventi educativo didattici, infatti nel PEI su base ICF l’alunno con disabilità verrà osservato prendendo in considerazione sia l’aspetto medico, legato quindi direttamente alla malattia, al trauma, che quello sociale, che nasce appunto dal senso di malessere, che avverte all’interno del suo contesto sociale, che sia la scuola, la famiglia o gli amici.

Saranno inoltre indicati i punti di forza e di debolezza dell’allievo, e al tempo stesso, le condizioni di contesto che possono ostacolare o favorire lo sviluppo della persona e degli apprendimenti.

“il PEI individua obiettivi educativi e didattici, strumenti, strategie e modalità per realizzare un ambiente di apprendimento nelle dimensioni della relazione, della socializzazione, della comunicazione, dell’interazione, dell’orientamento e delle autonomie, anche sulla base degli interventi di corresponsabilità educativa intrapresi dall’intera comunità scolastica per il soddisfacimento dei bisogni educativi individuati”

Partecipazione attiva delle famiglie e anche degli alunni e delle alunne con disabilità

Il nuovo PEI prevede un “Quadro informativo” redatto a cura dei genitori o esercenti la responsabilità genitoriale ovvero di altri componenti del GLO esterni all’istituzione scolastica, relativo alla situazione familiare e alla descrizione dell’alunno con disabilità.
Nella scuola secondaria di secondo grado, è previsto poi uno specifico spazio dedicato alla descrizione di sé dello studente, attraverso interviste o colloqui.

Il GLO

Il GLO (Gruppo di lavoro operativo) si trasforma in un organo collegiale, ai sensi dell’articolo 37 del DLgs 297/1994; per la sua costituzione e la validità delle deliberazioni adottate si applicano le disposizioni ivi previste e si occuperà della progettazione degli interventi inclusivi per le alunne e gli alunni con disabilità.

Ne faranno parte il team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, l’insegnante specializzato per il sostegno didattico, e presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato, i genitori dell’alunno con disabilità o chi ne esercita la responsabilità genitoriale, le figure professionali specifiche, interne ed esterne all’istituzione scolastica, che interagiscono con la classe e con l’alunno con disabilità e l’unità di valutazione multidisciplinare.
Sarà poi assicurata la partecipazione attiva degli studenti e delle studentesse con accertata condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica nel rispetto del principio di autodeterminazione.

Rapporti interistituzionali

Particolare attenzione andrà anche alla realizzazione dei processi di integrazione attraverso l’interlocuzione con soggetti esterni all’istituzione scolastica, pubblici (il comune e l’ASL, principalmente) e privati.

Modello Pei scuola infanzia 

Modello Pei scuola primaria 

Modello Pei Scuola secondaria I grado 

Modello Pei Scuola secondaria II grado

LINEE GUIDA

sito di riferimento del Ministero

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