Nuovo PAS. Perché NO. Lettera

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Scrivo questa lettera per manifestare la mia contrarietà a un nuovo PAS per l'abilitazione di docenti di terza fascia, tanto più con un terzo ciclo di TFA imminente.

Scrivo questa lettera per manifestare la mia contrarietà a un nuovo PAS per l'abilitazione di docenti di terza fascia, tanto più con un terzo ciclo di TFA imminente.

Sono un docente di seconda fascia, abilitato con TFA che in questo periodo sta svolgendo il concorso a cattedra, e ho avuto modo di leggere e commentare posizioni diverse sull'argomento. Premetto che ho sempre commentato avendo il massimo rispetto delle persone che avessero opinioni diverse dalle mie; non ho mai insultato nessuno utilizzando termini come “ignorante”, “pluribocciato” o “capra”. Intendo esporre le  mie ragioni in maniera pacata ed educata, chiunque volesse commentare per dissentire è ben accetto, purché lo si faccia in maniera educata senza trascendere col linguaggio. Lo stesso ovviamente vale per chi  dovesse concordare con me ma avesse come unico mezzo di argomentazione l'insulto personale.

Chiedo perciò a chiunque avesse intenzione di creare un clima da bar dello sport, di astenersi dal commentare.

Altra premessa: condivido la battaglia sui costi eccessivi e sul limite dei 36 mesi di servizio, oltre che sulla chiusura delle graduatorie nel 2017; le ritengo misure atte a creare un clima di contrasto all'interno della scuola, e non è chiudendo a nuovi ingressi che si combatte il precariato.

Sono contrario al PAS perché anzitutto il servizio e l'esperienza non sempre sono sinonimo di qualità e merito, soprattutto nella scuola; credo che ognuno di noi abbia avuto colleghi o insegnanti (quando era studente) che nonostante anni di esperienza insegnano in maniera mediocre, se non pessima.

Inoltre per accedere al PAS gli anni di servizio sulla specifica classe si riducono a uno soltanto, per cui non è un'esperienza tanto maggiore di chi intraprende questo cammino per la prima volta. Servizio che poi in moltissimi casi è stato acquisito nelle scuole paritarie, che per la maggiore, e soprattutto nella secondaria, costringono chi ci lavora ad accettare compromessi che umiliano il docente come persona e come lavoratore. Chi ha poi acquisito anni di servizio nella scuola pubblica, magari si è iscritto in graduatoria in un momento storico in cui era più facile avere incarichi anche senza abilitazione, il che significa che ha avuto opportunità diverse da chi lo ha fatto negli anni successivi per ragioni anagrafiche.

Vengo ora al punto cruciale: la selezione in ingresso. Trovo poco corretta la pretesa “TFA no, PAS si”, della quale non riesco a comprendere il motivo: non esiste ragione per cui ci si debba sottrarre a una selezione per essere abilitati. L'argomentazione che viene addotta è “Non ci si può giocare anni in un test a crocette”; il test è in realtà solo il primo step di una selezione, che si compone anche di uno scritto e di un orale, al termine della quale, per stilare la graduatoria di accesso, chi ha più anni di servizio riceve dei punti in più rispetto  a chi ne ha meno, per cui, una volta superate le prove il servizio viene valorizzato. La selezione è necessaria perché prima di abilitare qualcuno all'insegnamento di una materia, è giusto accertarsi che la materia la conosca, cosa che non è affatto scontata. Negli esami dei percorsi di abilitazione non sono questi gli obiettivi della valutazione, quindi non è vero che la conoscenza disciplinare viene comunque verificata.

Trovo inoltre inaccettabile la richiesta di una fase transitoria di cinque anni in cui si chiede di abilitare chi nel frattempo maturerà i requisiti: questo darebbe nuova linfa alle paritarie e ai diplomifici, che attirerebbero tanti laureati, soprattutto giovani, con la scusa del punteggio e del servizio.

Un'accusa che ci viene mossa è la paura di essere scavalcati in graduatoria. È vero, ma questo non fa di noi delle persone della peggior specie, come ho più volte letto. Per accedere al TFA abbiamo fatto sacrifici pure noi, la selezione ha richiesto un grande sforzo da parte nostra, non è stata affatto una passeggiata, e un PAS farebbe in modo che molti docenti, specialmente i più giovani che non dovessero passare il concorso (sul quale è meglio stendere un velo pietoso) vengano scavalcati da chi la loro selezione non l'ha superata, non l'ha fatta o addirittura non l'ha voluta o non la vuole fare, come leggo da alcune prese di posizione. Oltre al danno del concorso la beffa del PAS? Non mi sembra giusto, visto che già un anno fa abbiamo avuto la penalizzazione della riforma che ci ha escluso dal piano di assunzioni, dopo che già era stato tolto il valore concorsuale al TFA.

Un'ultima osservazione sul fatto che siamo persone che non sono mai entrate in aula: ognuno di noi è entrato in aula per la prima volta, anche chi ci fa notare la nostra limitata esperienza quasi con disprezzo. A fare un buon docente non è l'abilità nella burocrazia, non è il saper compilare un registro elettronico, cosa che si impara a fare in pochi giorni.

Spero di non aver urtato la sensibilità di nessuno,

Valerio Varchetta

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