Nuovo Ministro dell’Istruzione, non solo Pittoni: anche Alberto Angela, Roberto Vecchioni e Alessandro Barbero. Le preferenze del popolo della scuola

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C’è anche Alberto Angela fra i nomi che il popolo della scuola vorrebbe come Ministro dell’Istruzione del prossimo Governo. In base a quanto emerge dal post a domanda diretta che Orizzonte Scuola ha lanciato sulla propria pagina Facebook martedì 27 settembre.

Infatti, i commenti che ha ricevuto il post mostrano non solo i soliti noti, come Mario Pittoni, ma anche proposte più originali, appunto come il noto divulgatore scientifico figlio di Piero, recentemente scomparso, che non fa parte del mondo della scuola.

Per il resto, una buona parte dei lettori intervenuti sulla pagina Facebook di Orizzonte Scuola, chiede a gran voce una persona di scuola, qualcuno che capisca veramente il mondo fatto da docenti, personale Ata e dirigenti scolastici.

Alberto Angela, fra gli oltre 400 commenti, viene nominato più volte. Fra i personaggi famosi, slegati direttamente dal mondo della scuola, diversi utenti hanno segnalato personaggi come Alessandro Barbero, Roberto Vecchioni e Daniela Lucangeli.

Molti gli utenti che manderebbero a Viale Trastevere Mario Pittoni, il responsabile scuola della Lega. Gli utenti aspettano prima di tutto una persona competente e che abbia chiari i problemi dell’istruzione italiana:

Un docente di ruolo che abbia tanti anni di precariato in scuole a rischio e non a rischio , che creda nel valore immenso dei docenti come educatori che li riscatti dall’ essere l’ unico responsabile della più o meno evoluzione nell’ apprendimento degli alunni, come se a casa non esistesse nessuno altro e che soprattutto risvegli le coscienze dei docenti facendoli diventare una componente sociale capace di lottare per i propri diritti“;

Una persona che lavora nelle scuole e che vive quotidianamente i problemi dell’istruzione“;

Una persona che ha lavorato nella scuola pubblica, ha mandato i figli, se ne ha, nella scuola pubblica e sia una testa pensante e autonoma“;

Qualcuno scrive in modo diretto: “Perché non fanno decidere a noi docenti?

E ancora: “Una persona che sa cosa vuol dire scuola o che almeno abbia messo piede dopo la maturità“;

“Qualcuno che abbia davvero insegnato e che sappia o almeno ricordi cosa significhi essere precario e non avere nessun diritto”;

Un dirigente di un contesto disagiato”; “Un preside o docente in pensione, che sia però allo stesso tempo genitore”; “Un insegnante che ne ha passate tante“;

 

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