Nuovo Governo, una corsa contro il tempo: il DEF entro il 15 ottobre. La legge di bilancio il 20. L’UE dovrà attendere

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Ancora si fa festa ai comitati elettorali di Fratelli d’Italia e del centrodestra ma già si dovrà pensare alle scadenze importanti: dalla Nadef al DEF, per arrivare, ovviamente, alla legge di bilancio. Una corsa contro il tempo che però non eviterà molto probabilmente ritardi dei documenti programmatici di natura finanziaria da consegnare all’Europa.

Già domani, 27 settembre, scade la presentazione a Bruxelles della Nadef da parte del Governo Draghi. Un documento che, però, come è già stato annunciato dall’esecutivo uscente, si fermerà al quadro tendenziale (con le previsioni di finanza pubblica a legislazione vigente), mentre per l’aggiornamento della parte programmatica bisognerà attendere il nuovo Governo.

Per il momento il consiglio dei ministri per l’approvazione della Nadef non è stato ancora convocato ma il via libera dovrebbe comunque, arrivare in settimana.

C’è poi la data del 15 ottobre, un’altra calda nel calendario di Bruxelles: è atteso infatti il Documento programmatico di bilancio che va trasmesso alle Commissione europea e all’Eurogruppo.

Ma non è finita: il 20 ottobre, quindi 5 giorni dopo, è prevista la presentazione della legge di bilancio, con la manovra triennale (2023-2025) di finanza pubblica.

Il nuovo governo, in quell’occasione, dovrebbe illustrare all’Europa il proprio progetto ma il tempo non sarà dalla parte dell’esecutivo: il nuovo Parlamento si insedierà il 13 ottobre. Considerati i tempi strettissimi sembra inevitabile un rinvio della presentazione dei documenti all’Europa.

I piani finanziari dovranno tenere ovviamente in considerazione i temi caldi che non fanno sperare in tempi sereni per il 2023: la guerra dichiarata dalla Russia in Ucraina, con i conseguenti problemi di energia dovuti al taglio dei rifornimenti.

C’è poi l’aumento dell’inflazione, che da diverso tempo viaggia a ritmi preoccupanti, è un altro problema che va ad aggiungersi a un insieme di fattori che rendono difficile fare delle previsioni.

Nell’aggiornamento della Nota, secondo le prime stime, il PIL sarà tagliato, dal 2,3% della precedente stima, allo 0,7%-0,8%. Di conseguenza l’indebitamento salirà fino al 5%, in aumento rispetto al 3,9% del Def.

La legge di bilancio 2023 dovrà fare i conti, prima di tutto, con le risorse a disposizione che saranno in parte risucchiate dall’adeguamento delle pensioni all’inflazione, che potrebbe costare fino a 10 miliardi. A cui va aggiunta la maggiore spesa per gli interessi sul debito, condizionata dall’aumento dei tassi che stanno applicando le banche centrali.

Ad aggiungersi a tutte le incombenze già elencate c’è anche la necessità di continuare a sostenere le famiglie e le imprese giorno per giorno.

Da evidenziare che il governo uscente, presentando il decreto legge aiuti ter, ha già annunciato che ci sono le risorse necessarie per ulteriori interventi a dicembre, grazie a un effetto ‘trascinamento’ che sta portando nelle casse dell’erario entrate superiori alle aspettative.

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