Nuovo governo, tra Bernini e l’Istruzione c’è di mezzo lo scontro Berlusconi-Meloni. Gli ultimi aggiornamenti

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Chiusa la partita dei presidenti di Senato e Camera, non senza polemiche (soprattutto per la votazione che ha portato Ignazio La Russa alla nomina di presidente dell’assemblea di Palazzo Madama), ora tutta l’attenzione è rivolta alla formazione del nuovo governo.

Si entra nella settimana decisiva con le consultazioni che dovrebbero iniziare dal 20 ottobre e concludersi nel week-end con l’incarico alla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Impazza il toto-ministri anche alla luce dello scontro a distanza tra il premier in pectore e il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

Il foglietto con gli appunti dell’ex Cavaliere in cui si definiva Meloni “supponente, prepotente, arrogante e offensiva” ha destato scalpore e la risposta della leader di Fratelli d’Italia è stata caustica: “A quell’elenco mancava un punto, che non sono ricattabile”.

Bernini si allontana dal Ministero dell’Istruzione

Tattica politica per contare di più sul tavolo delle trattative? Il sospetto c’è, ma, allo stato attuale, pare che si allontani la possibilità, per i fedelissimi dell’ex Cav., di entrare nel nuovo governo. Dunque sfumerebbe, per il momento, l’incarico ad Anna Maria Bernini come ministro dell’Istruzione. Rientrerebbero in gioco tutti gli altri protagonisti che si erano sfilati nelle ultime ore: da Mario Pittoni a Maurizio Lupi passando per Paola Frassinetti e Giuseppe Valditara, ma non si può escludere un nome a sorpresa, un tecnico che potrebbe succedere a Patrizio Bianchi, sulla falsariga di quanto è accaduto nel 2018 con la nomina a Viale Trastevere di Marco Bussetti.

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