Nuovo governo, su Ronzulli è scontro nella maggioranza: Berlusconi vuole per lei Salute o Istruzione. Il borsino aggiornato

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L’inserimento nel prossimo governo di Licia Ronzulli, continua a tener banco nel centrodestra e a pesare sul risiko ministeriale.

Le trattative sulla formazione del nuovo governo starebbero ancora procedendo a rilento anche a causa del braccio di ferro in corso tra Giorgia Meloni e Forza Italia sulla richiesta di upgrade governativo per la senatrice azzurra, una delle più strette collaboratrici di Silvio Berlusconi, che insieme ad Antonio Tajani e Anna Maria Bernini sarebbero in corsa per un posto nel prossimo governo.

Da una parte, infatti, riferisce Adnkronos, c’è Forza Italia che vuole pari dignità della Lega con la Ronzulli intenzionata a non rinunciare a un ministero di peso (tipo la Salute o l’Istruzione) per uno di rappresentanza (le Pari opportunità o la Famiglia); dall’altra, resterebbero le forti perplessità di Fratelli d’Italia, che (in nome del principio ‘dentro’ solo persone di alto profilo per competenze) vorrebbe destinare caselle di primo piano ad altri.

Silvio Berlusconi a un bivio

Silvio Berlusconi è a un bivio: ‘sacrificare’ sull’altare del realpolitik la sua fedelissima, ottenendo in cambio delle ‘compensazioni’, tipo un ministero di prima fascia in più oltre a una presidenza del Parlamento o tenere il punto, cedendo al pressing di chi spinge per la Ronzulli ministro, a cominciare, raccontano, da Marta Fascina, ma rischiando così di raffreddare i rapporti con la premier in pectore, se non di andare allo scontro.

Oggi Tajani è tornato a chiedere “pari dignità politica con la Lega” perché ”Fi ha preso lo stesso numero di voti alle elezioni”, ribadendo il ‘paletto’ sul numero dei tecnici.

Il toto-ministri aggiornato

Quanto al futuro inquilino di via XX settembre, dopo il no di Fabio Panetta, attuale membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, Meloni sarebbe ancora in cerca di una figura di alto profilo.

Il ‘borsino’ conferma la presenza di un tecnico agli Interni, il favorito è Matteo Piantedosi, ex capo di Gabinetto di Salvini quando era al Viminale. Il numero uno di Via Bellerio, secondo alcune ricostruzioni dell’incontro di ieri sera a porte chiuse, rivendicherebbe il ministero della Famiglia e Natalità. Una richiesta che si andrebbe ad aggiungere a quella della Giustizia (per Giulia Bongiorno), dell’Agricoltura e delle Infrastrutture. Casella quest’ultima che però nasconderebbe l’insidia di vedersi sfilare la delega ai porti, che Fdi vorrebbe affidare al nuovo ministero del Mare, per il quale è in lizza Adolfo Urso, dato in corsa pure alla Difesa, qualora non venisse assegnato a un tecnico come il generale di corpo d’armata Luciano Portolano.

Tra i meloniani il nome forte nel ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio è sempre quello del senatore Giovanbattista Fazzolari, fedelissimo di Meloni (la quale vorrebbe che la delega per i Servizi segreti, per ora, restasse nella sua ‘disponibilità’). Raffaele Fitto è favorito per gli Affari europei, Daniela Santanchè per il Turismo. Dentro per Fdi ci sarebbe pure Fabio Rampelli, che potrebbe accasarsi all’Ambiente, alle Infrastrutture o alla Cultura (ma per questo incarico si parla pure di Giordano Bruno Guerri).

Per il ruolo di Guardasigilli Meloni pensa sempre all’ex pm Carlo Nordio mentre per il Sud continua a girare il nome del governatore siciliano uscente, Nello Musumeci e per il dicastero delle Riforme quello dell’ex presidente del Senato, Marcello Pera. Ancora un mistero la collocazione di Ignazio La Russa: non ritornerà alla Difesa per la regola voluta da Meloni che nessuno dei suoi potrà rivestire il ruolo ricoperto in passato e sarebbero in discesa le quotazioni come Presidente del Senato. In questo caso l’esponente di Fdi o andrebbe a Palazzo Chigi come sottosegretario o potrebbe fare il capogruppo a Palazzo Madama in attesa di un futuro incarico prestigioso.

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