Nuovo governo, Fusacchia: “Draghi molto attento sulla questione della scuola, ecco di cosa abbiamo parlato” [INTERVISTA]

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Continuano le consultazioni del premier incaricato Mario Draghi. Il presidente del Consiglio incaricato riparte dalle Autonomie e chiude stasera con Forza Italia.

Ieri il presidente ha incontrato anche Alessandro Fusacchia, membro della Commissione Istruzione della Camera, a cui ha partecipato con Bruno Tabacci in rappresentanza della componente più numerosa del Gruppo Misto.

45 minuti di colloquio tra Fusacchia, Tabacci e Draghi. A Orizzonte Scuola, Fusacchia racconta come è andata.

Fusacchia, di cosa avete parlato con Draghi?

“Abbiamo portato al presidente incaricato le questioni a nostro avviso più rilevanti di cui il nuovo governo dovrà farsi immediatamente carico. Personalmente ho insistito sulla necessità di rigenerare con tanti nuovi giovani motivati una Pubblica Amministrazione che arranca per stare dietro alle sfide sanitarie economiche e sociali e sulle modifiche da fare al Recovery Plan per evitare che sia solo una collezione di progetti che non aiutano la trasformazione del Paese. Soprattutto gli ho parlato di scuola. Ho detto al presidente Draghi che non mi appassiona il dibattito sui banchi a rotelle. Mi interessa di più quello che studentesse e studenti sono venuti a dirci in audizione in Commissione Istruzione alla Camera. Chiedono un sostegno psicologico, e da questo sono partito con il presidente Draghi: ci serve subito un piano nazionale di assistenza psicologica a studentesse e studenti. Perché ci stiamo perdendo i ragazzi e le ragazze più “fortunati”, quelli che magari possono contare su certe condizioni familiari, economiche e sociali, figuriamoci tutti gli altri. Siamo ad un passo dal perderci una generazione, e anche per questo non è più procrastinabile una ricognizione che verifichi cosa è successo in questi mesi in ogni classe di ogni scuola d’Italia e che sia la base per programmare azioni di aiuto alle scuole e di recupero dei debiti formativi che si sono inevitabilmente accumulati nonostante l’enorme sforzo fatto da tantissimi docenti”.

Avete parlato anche di didattica a distanza?

“Ho accennato al presidente Draghi delle piattaforme su cui si sta facendo la DAD e su cui serve fare un ragionamento, e a come rafforzare la formazione dei docenti sulle nuove metodologie. Ho molto insistito, più di tutto, sulla necessità di programmare subito il resto dell’anno scolastico, attrezzandosi anche per far sì che il primo settembre tutti i docenti siano davvero al loro posto, evitando i ritardi di tante settimane nell’assegnazione di migliaia di cattedre scoperte che abbiamo avuto quest’anno”.

Come ha trovato Draghi?

“Ho trovato il presidente Draghi estremamente attento sulla scuola, si è appuntato personalmente più cose che gli abbiamo detto, e del resto sono anni che regolarmente torna sulla centralità delle nuove generazioni e ha molto chiara la sfida di come accompagnare i giovani a crescere, e di come attrezzarli per affrontare un mondo così complesso”.

Si è parlato anche del nuovo ministro dell’Istruzione?

“Non abbiamo parlato di nomi. Immagino prima voglia maturare un’idea chiara del da farsi e poi valuterà la persona migliore per portare avanti il programma da attuare. Non ho alcun dubbio che farà la scelta più saggia”.

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