Nuovo Governo: Draghi inizia le consultazioni. Un tecnico o un politico all’Istruzione? Le ultime notizie

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Al via le consultazioni di Mario Draghi per la formazione del nuovo governo. L’ex presidente della Bce ha accettato con riserva l’incarico di formare il nuovo esecutivo conferitogli dal presidente Mattarella.

Il governo tecnico è un esecutivo in cui il presidente del Consiglio e la squadra di governo (o almeno la maggior parte di essa) non vengono individuati tra le forze politiche ma tra esperti, solitamente di materie economiche o tecnico-scientifiche. I governi tecnici devono, comunque, ottenere la fiducia di una maggioranza politica in Parlamento.

Il prossimo governo Draghi sarà un governo tecnico o uno più politico? Questi gli schemi cui si guarda in queste ore per la formazione di un nuovo esecutivo.

Se l’operazione dovesse andare in porto, si tratterebbe del quarto governo tecnico nella storia della Repubblica italiana.

Governo Ciampi (1993)

Il governo di Carlo Azeglio Ciampi fu il primo guidato da esponente che non faceva parte del Parlamento. Ciampi scelse una squadra mista di tecnici e politici.

Governo Dini (1995)

Lamberto Dini, invece, optò solo per tecnici svincolati dai partiti.

Governo Monti (2011)

Mario Monti disegnò un esecutivo centrato sull’emergenza europea, senza politici. Rispetto alla situazione attuale, l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si trovò dinanzi un Parlamento meno frammentato.

Nuovo governo, il Totoministri

Iniziano a circolare i nomi di una ipotetica squadra di governo: da Panetta a Cottarelli, da Cartabia a Capua, fino a qualche conferma tra i ministri del Conte bis. Mattarella ha chiesto un esecutivo “di alto profilo e senza formula politica”. Un governo per gestire l’emergenza sanitaria, sociale, economico-finanziaria nel Paese. In ogni caso serve una squadra che trovi una base parlamentare salda e che garantisca almeno un minimo di continuità su alcuni campi strategici: non si può escludere l’inserimento di qualche politico.

ECONOMIA – Attualmente c’è il ministro Roberto Gualtieri e non è detto che non possa rimanere. Al suo posto, però, potrebbe arrivare Fabio Panetta o Paolo Gentiloni.

ESTERI – Alla Farnesina dovrebbe arrivare un tecnico e la scelta potrebbe cadere su Elisabetta Belloni, attuale segretario generale. Non si può escludere, però, una riconferma di Luigi Di Maio.

INTERNI – Al Viminale si ipotizza la conferma di Luciana Lamorgese, che da prefetto di lungo corso risponde al profilo “tecnico” pur essendo stata ministro nell’esecutivo politico giallo-rosso.

SALUTE – Si tratta di un ministero chiave in una fase di pandemia ancora emergenziale. La conferma di Roberto Speranza è possibile.

GIUSTIZIA – Qui è nato il terreno di scontro tra le forze di maggioranza. Difficilissimo che Bonafede possa continuare. In ballo due donne: Paola Severino o Marta Cartabia.

LAVORO – Per il ministero del Lavoro si fa il nome di Enrico Giovannini. L’ex presidente dell’Istat ha ha già svolto questo incarico nell’esecutivo Letta. Si ipotizza anche che questo dicastero possa essere accorpato a quello delle Politiche Sociali.

INFRASTRUTTURE – Accanto all’ipotesi tecnica, per il ministero ora guidato da Paola De Micheli c’è chi rilancia la candidatura di Graziano Delrio, già a capo del dicastero durante la scorsa legislatura.

ISTRUZIONE – Sull’esperienza governativa di Lucia Azzolina non sono mancate le polemiche. Con il via libera al Conte TER, la deputata pentastellata si sarebbe giocate grandi chance di riconferma. Allo stato attuale, invece, la sua conferma non fonde su basi solide e l’addio è pressoché certo. Chi al suo posto? Se fosse un politico non si può escludere la “promozione” di Anna Ascani o l’accorpamento con il Ministero dell’Università e della Ricerca con Gaetano Manfredi a capo del Miur. Valida anche l’opzione di Patrizio Bianchi, a capo della task force ministeriale voluta dalla ministra Azzolina nelle fasi più delicate dell’emergenza Covid-19.

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