Nuovo Governo, Draghi incontra le parti sociali. AGE: “Pronti al dialogo e alla collaborazione”

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Oggi il presidente incaricato prof. Mario Draghi incontra le parti sociali. È un segno importante e, come genitori associati, ci auguriamo che ciò caratterizzi l’operato del nuovo Governo: ascolto e dialogo, secondo una visione di politica e comunità arricchite dalla presenza attiva di cittadini, di associazioni, di famiglie, imprese, volontariato.

Nelle linee guida del nuovo Governo la parola “scuola” è stata più volte richiamata, ed è bene: il prof. Draghi sa bene che l’economia è “governo della casa”, non solo numeri e finanza. Un Paese cresce se cresce in civiltà, in cultura, in educazione, in socialità e solidarietà.

Come Associazione Italiana Genitori, da oltre cinquant’anni presente in modo diffuso e attiva nelle scuole e nel territorio, sempre in dialogo con i Ministeri competenti, soprattutto all’interno del FONAGS (Forum Nazionale delle Associazione dei Genitori della Scuola, istituito come luogo di incontro e concertazione con il Ministero dell’Istruzione), esprimiamo perplessità sull’indiscrezione trapelata, forse solo una interpretazione della stampa, relativa alle scuole che dovrebbero restare aperte in giugno per “recuperare” dopo la DAD. Non si tratta, infatti, di affrontare la questione reale della povertà educativa e del rischio di abbandono scolastico aggiungendo giorni.

Prima di tutto, si tratta di far funzionare ed aprire tutte le scuole oggi, dal mese di febbraio: vaccinazioni a tappeto, potenziamento ulteriore dei mezzi pubblici, inserimento di educatori nelle scuole sono azioni da effettuare subito per giungere a tale risultato.

Il messaggio agli studenti e alle famiglie deve essere chiaro: nei mesi di lockdown e di DAD le scuole hanno dato il meglio, pur con gli oggettivi limiti strutturali (tecnologie e reti) che caratterizzano l’Italia, sui quali è necessario ancora operare. Non sono stati mesi inutili e buttati, si sono svolti Esami di Stato a giugno, si sono regolarmente effettuati scrutini anche nella prima parte di questo anno scolastico. Famiglie, studenti e insegnanti hanno lavorato, anche di più! Nelle prossime settimane, con tutte le precauzioni necessarie, deve proseguire l’esperienza di Didattica Integrata (presenza/online), con il massimo di impegno di tutti.

Dal punto di vista progettuale, ci permettiamo di esprimere al nuovo Governo anche il nostro punto di vista:

  • valorizzare l’autonomia delle scuole (L. 59/97) e la parità scolastica (L 62/2000): ciò significa meno centralismo (si veda l’esperienza fallimentare dei “banchi con le rotelle”) e meno burocrazia, valorizzazione del territorio, delle reti civiche e associative intorno alle scuole, della partecipazione delle famiglie.
  • Investire nella scuola sì, ma non solo in quantità: si operi nella qualificazione dei docenti, nella valutazione delle scuole e degli insegnanti, nella riorganizzazione della spesa per l’istruzione, promuovendo il pluralismo educativo e didattico che stimola il crescere delle migliori esperienze.
  • Raccordare le politiche familiari con quelle dell’istruzione: asili nido e scuole dell’infanzia sono una parte di risposta al preoccupante inverno demografico; per i ragazzi e gli adolescenti sono necessarie presenze di animatori ed educatori (anche nelle scuole), sono da promuovere attività sportive e all’aria aperta.
  • Ridefinire i bisogni educativi, anche quelli speciali, presenti in ogni classe: non servono burocrazia o altre norme, si richiede didattica orientata alle competenze, meno frontale, che conosca la ricchezza di offerte del territorio e dell’associazionismo. Si lavori per una valutazione formativa e non solo selettiva, perché “la scuola ha un solo problema: i ragazzi che perde” (don Lorenzo Milani).

Nelle scorse settimane si è detto, finalmente, che dovranno esserci “ristori” anche per la scuola e l’educazione. Noi chiediamo che non si introducano decidendo a priori se servano psicologi in più: si lasci all’autonomia delle scuole del sistema pubblico dell’istruzione (statali e paritarie) la valutazione, entro linee guida nazionali, di come impiegare eventuali risorse aggiuntive. Si consideri che “luoghi di ristoro” sono già le famiglie, le associazioni, lo sport, il volontariato: luoghi che chiedono solo di essere riconosciuti e sostenuti.

L’Associazione Italiana Genitori è, come sempre, pronta al dialogo e alla collaborazione

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