Nuovo governo, da Pittoni a Lupi passando per Bernini: per Istruzione si entra nella fase decisiva. Gli ultimi aggiornamenti

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Sui giornali generalisti impazza il toto-ministri, ma per trovare indicazioni sul nuovo inquilino di Viale Trastevere occorre spulciare attentamente gli articoli.

Il Ministero dell’Istruzione, fossimo in una gara di Formula 1, occuperebbe le ultime file. Questo fa capire quanto la formazione sia (poco) importante per chi governa. In realtà, l’Istruzione sarebbe fondamentale (al pari della Sanità) e la pandemia dovrebbe avercelo fatto capire.

Allo stato attuale, in base alle indicazioni in possesso, per succedere a Patrizio Bianchi alla guida del Ministero dell’Istruzione, è lotta a tre anche se l’impressione è che, alla fine, possa uscire un nome a sorpresa come Marco Bussetti nel 2019 nel primo governo della XVIII legislatura.

Vediamo meglio quali sono, al momento, i nomi che impazzano nel toto-ministri.

Mario Pittoni

Mario Pittoni, responsabile Scuola della Lega, lavora a fari spenti per coronare il sogno della propria carriera politica: diventare ministro dell’Istruzione. Dopo l’esperienza a capo della Commissione Istruzione al Senato, Pittoni ambisce al colpo grosso forte anche di un combattivo seguito sui social. Per contro, però, c’è da registrare il risultato negativo della Lega alle elezioni: l’8% suona come una sconfitta e non è facile sedere al tavolo delle trattative e dettare le condizioni. Pittoni aspetta, tesse la sua tela, grazie anche alla conoscenza pluriennale della materia. A far propendere per Pittoni c’è anche il fatto che non è stato candidato al Senato e questo potrebbe essere un punto a suo favore vista la maggioranza non troppo ampia a Palazzo Madama.

Maurizio Lupi

Maurizio Lupi, invece, è il leader di Noi con l’Italia e deputato di lungo corso. Dalla sua ha un’attenzione alla scuola (pur non essendo un docente) e una vicinanza al mondo cattolico che potrebbe servigli nella sua esperienza a Viale Trastevere soprattutto nell’ambito della libertà educativa. Di contro, però, c’è un risultato poco lusinghiero alle elezioni: nemmeno l’1% e puntare al Ministero dell’Istruzione sarebbe forse un regalo inaspettato che potrebbe indispettire gli alleati.

Annamaria Bernini

Come Pittoni anche Annamaria Bernini è un membro di Palazzo Madama, ma, a differenza del politico friulano, l’esponente di Forza Italia è stata riconfermata al Senato. Dopo Moratti e Gelmini, il ministero dell’Istruzione tornerebbe nelle mani del movimento politico di Silvio Berlusconi. Bernini, però, è una carta che l’ex Cavaliere può giocarsi su più fronti, addirittura anche come futuro vice-premier.

Mister X

E sì, poi c’è il nome a sorpresa che potrebbe arrivare sul tavolo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella durante le consultazioni con il premier incaricato (a meno di clamorosi colpi di scena sarà Giorgia Meloni). Un tecnico, un esponente del mondo della scuola o dell’università, un politico lontano dai riflettori. Ancora qualche giorno di pazienza e ne sapremo di più.

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