Nuovo governo, da giovedì si fa sul serio: prima le elezioni di Senato e Camera, poi le consultazioni

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Giornata di incontri per definire la squadra di governo e per tentare di trovare una soluzione al complicato puzzle di presidenze e vicepresidenze per i due rami del Parlamento.

Se la guida di Palazzo Madama dovesse toccare a Fratelli d’Italia alla Camera lo scranno più alto potrebbe toccare alla Lega.

Le elezioni di Senato e Camera

Le modalità di elezione sono diverse per i due rami del Parlamento.

Al Senato si chiude necessariamente entro il quarto scrutinio: primo e secondo voto sono a maggioranza assoluta dei componenti, terzo voto è a maggioranza assoluta dei senatori presenti, se nessuno raggiunge nemmeno questa maggioranza si procede al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue un voto in più.

Alla Camera al primo scrutinio servono i due terzi dei componenti, al secondo e terzo voto il quorum si abbassa a due terzi dei votanti, dal quarto scrutinio basta la maggioranza assoluta dei voti e si procede a oltranza. Dal 1948 ad oggi non si è mai superato il quinto scrutinio.

Le consultazioni

Una volta eletti i presidenti di Camera e Senato, il Presidente della Repubblica di prassi convoca le consultazioni.

Per prassi salgono al Quirinale gli ex presidenti della Repubblica, i due presidenti appena eletti e i rappresentanti dei partiti presenti in Parlamento. Solitamente vengono sentiti i capigruppo a cui normalmente si uniscono i leader dei partiti. Le coalizioni possono presentarsi in un’unica delegazione. Se il risultato è chiaro le consultazioni sono veloci, due o tre giorni, e si concludono con l’incarico a un presidente del Consiglio entro poche ore dalla conclusione.

Una volta che il presidente della Repubblica conferisce l’incarico al presidente del Consiglio, questi solitamente accetta con riserva e conduce sue ‘consultazioni’ con i partiti disposti a sostenere il suo esecutivo. Si comincia a formare un programma e a stilare una lista di ministri. Davanti a un risultato netto di solito in uno o due giorni anche queste ‘consultazioni’ si concludono.

Toto-ministri

Le trattative per i presidenti di Senato e Camera si intersecano con quelle del nuovo governo. La Lega potrebbe puntare sul ministero dell’Università con Giuseppe Valditara mentre all’Istruzione potrebbe andare a Forza Italia con il derby tra Anna Maria Bernini e Licia Ronzulli.

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