Nuovo governo: Azzolina verso l’addio, sale il nome di Bianchi, ma lui frena: “Lasciamo lavorare Draghi”

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Sarà un governo politico e tecnico quello che si appresta a varare Mario Draghi? Più una riproposizione dello schema Monti, sembra che si vada verso quello Ciampi, cioè una formula mista con tecnici e politici all’interno della compagine governativa.

Due o tre caselle potrebbero restare invariate, ma tra queste non c’è quella del ministro dell’Istruzione. Per Lucia Azzolina, esponente del M5S, l’avventura a Viale Trastevere si è conclusa dopo 13 mesi. Difficilissima sembra una sua conferma con gli alleati dei pentastellati (PD, Leu e Italia Viva) che chiedono discontinuità.

Al suo posto ci sarà, quasi sicuramente, una figura tecnica: in pole position, secondo le ultime indiscrezioni, c’è Patrizio Bianchi, coordinatore della task force di esperti incaricati di pianificare il rientro a scuola. 68 anni, è ordinario di economia applicata all’Università di Ferrara.

Contattato dalla redazione di Orizzonte Scuola, Bianchi preferisce non commentare le voci che lo vogliono ministro: “In questo momento è importante lasciar lavorare Mario Draghi”, si limita a dire il professore.

Per quanto riguarda, invece gli altri posti conferme in vista per Roberto Speranza alla Salute, Francesco Boccia agli Affari Regionali, mentre se la giocheranno anche Lorenzo Guerini alla Difesa e Dario Franceschini ai Beni Culturali.

Dubbi sulla conferma di Roberto Gualtieri come ministro dell’Economia che ha in mano la fondamentale partita del Recovery Plan. Diversi i nomi per succedere alla guida del MEF, da Carlo Cottarelli a Fabio Panetta.

Forte la candidatura di Marta Cartabia come ministro della Giustizia, mentre per il Lavoro si fanno i nomi di Enrico Giovannini e Tito Boeri.

Nuovo governo, con l’addio di Azzolina anche la maturità “light” torna in forse

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