Nuovo esame maturità, esame lingua inglese più difficile ma stesso ore insegnamento. Lettera

di redazione
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inviata da Antonella Toffolo – Siamo un gruppo di insegnanti di lingua straniera in servizio presso istituti secondari superiori di vario genere della provincia di Pordenone e Udine e desideriamo esprimere la nostra preoccupazione ed il nostro disappunto per il modo confuso, contraddittorio e sproporzionato in cui si va definendo la struttura della seconda prova dell’Esame di Maturità edizione 2018/2019.

Se le notizie trapelate finora ci avevano messo in allarme proponendoci delle simulazioni che raddoppiavano le richieste rispetto agli anni precedenti, le conferme degli ultimi giorni ci lasciano sbalorditi.
Ci chiediamo se al MIUR i tecnici compilatori della prova in oggetto abbiano riflettuto a fondo sulle implicazioni di tale gesto oppure se la scelta sia il risultato di una superficiale sottovalutazione della difficoltà di esecuzione del doppio task propostoci quest’anno dal Ministero.

Ricordiamo che, fino allo scorso anno la seconda prova scritta dell’esame di maturità del corso di studi linguistico (sia al percorso liceale che in alcuni indirizzi degli istituti tecnici commerciali) constava della comprensione di un testo scelto tra una rosa di testi di tipologie diverse: letterario, di attualità, storico, artistico, economico con un set di 10/12 domande + la produzione di un testo della lunghezza di 250/300 parole di argomento affine.

Quest’anno invece tutto è lievitato al quadrato: l’alunno avrà l’onere di analizzare due testi (non a scelta bensì entrambi obbligatori) con due set di 14/15 domande + produrre due testi scritti da 300 parole ciascuno di argomento diverso (non necessariamente legato all’argomento dei testi da analizzare).

La cosa che non riusciamo a comprendere è come mai a fronte dell’aumentato sforzo richiesto non ci sia stato un incremento del numero di lezioni in lingua da offrire agli studenti nel corso del triennio.
Ricordiamo che, nei corsi di studi del liceo ad indirizzo linguistico l’insegnante di prima lingua (in larghissima maggioranza lingua inglese) nella classe terza, quarta e quinta può contare solo su due ore di lezione settimanali alle quali si affianca una ora gestita da un insegnante di madrelingua. Fatto salvo che l’insegnante di madrelingua si occupa esclusivamente della conversazione, all’insegnante di lingua compete la responsabilità per la preparazione dello scritto (analisi del testo, produzione di un testo argomentativo, narrativo o descrittivo) oltre alla responsabilità per la preparazione relativa ai contenuti afferenti all’indirizzo (letteratura, cultura, arte, storia, etc.).

Per queste ragioni chiediamo che si riprenda in considerazione la ritaratura della seconda prova linguistica pensata per l’esame di maturità, edizione 2019 e così come attualmente proposta nelle simulazioni reperibili online, in quanto la quantità doppia del materiale da elaborare da parte degli studenti sarà sicuramente fonte di numerose difficoltà sia per i docenti che vedranno aumentato il carico di lavoro in sede di correzione degli scritti all’esame che per gli alunni che dovranno gestire una quantità doppia di materiali nel tempo prescritto, le tradizionali sei ore.

Confidando in una attenta lettura di questa nostra preoccupata missiva, rimaniamo a disposizione per un eventuale confronto.

Seguono firme

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