Nuovo DPCM, scuole superiori: ingresso alle 9 solo in caso di situazioni critiche. NOTA Ministero [PDF]

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I sindacati sono stati convocati, nel pomeriggio, al Ministero dell’Istruzione, per comunicazioni in merito al DPCM 18 ottobre che contiene anche misure per la scuola. Tra le misure previste c’è anche quella che riguarda la possibilità di entrare a scuola alle 9.

Ciò che è stato annunciato da Conte e poi scritto nel DPCM pubblicato in Gazzetta Ufficiale, non sarà la regola da mercoledì 21, ma come già correttamente interpretato dalla nostra testata, sarà valido solo in casi eccezionali e debitamente deliberati dai vari comitati regionali per l’emergenza Covid-19.

Per il primo ciclo si conferma che le attività didattiche si svolgono in presenza, mentre per il secondo ciclo la possibilità di variare rispetto a quanto già predisposto per l’avvio dell’anno scolastico è ipotizzabile, ma solo “previa comunicazione al Ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali” e segnalate dai tavoli regionali.

Le scuole secondarie potranno rimodulare gli orari di ingresso e uscita, decidere di programmare turni pomeridiani o l’inizio delle attività a partire dalle 9,00 o svolgere le attività didattiche da remoto, ferma restando l’attenzione per gli studenti che necessitano di particolare inclusione, ma solo nei casi specifici che richiedessero tali interventi come rilevato dai tavoli regionali.

Scarica la NOTA 1896

Il DPCM pubblicato ha riscritto – tra l’altro – la lettera r) del comma 6 dell’articolo 1 del D.P.C.M. 13 ottobre 2020. Tale disposizione suggerisce di incrementare l’utilizzo della didattica a distanza e di scaglionare gli orari di ingresso anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani, prevedendo che l’ingresso non avvenga mai prima delle ore 9,00. Entrambe le misure previste sono subordinate alla “previa comunicazione al Ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali”.

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