Nuovo DPCM, torna idea scuola anche di pomeriggio e ingresso dopo le 9 per svuotare i mezzi pubblici

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Nemmeno il tempo di metabolizzare il DPCM del 18 ottobre che il governo pensa ad un nuovo atto amministrativo. La curva dei contagi cresce in modo esponenziale e bisogna fare in modo di non sovraccaricare il sistema sanitario nazionale.

I numeri del virus, così come segnala La Stampa, fanno paura e i tecnici governativi sono già al lavoro per un nuovo DPCM. I trasporti locali sono nel mirino e si punta ancora una volta sulla scuola.

Per decongestionare il trasporto pubblico locale, considerato dagli scienziati un veicolo del contagio, si mira ai doppi turni a scuola. L’obiettivo è quello di ammorbidire le resistenze della ministra dell’Istruzione: “Deve fare di più, deve superare le proprie rigidità”, ripetono i membri del Cts e alcuni suoi colleghi ministri.

A scuola si andrebbe mattina e pomeriggio, scaglionando le entrate. Inoltre, si tornerebbe anche all’ipotesi, discussa e poi scartata la scorsa settimana, di spostare a dopo le 9 l’ingresso, preferibilmente tra le 10 e le 11, in modo da alleggerire i mezzi pubblici e allontanare i ragazzi dalle ore di punta, quando bus e metro sono già molto affollati da chi va al lavoro.

In una nota stampa, Palazzo Chigi fa sapere che le voci di un nuovo DPCM in preparazione sono per ora solo “mere ipotesi che non trovano alcun fondamento” perché è tutto vincolato all’andamento della curva epidemiologica.

In questa fase di continua emergenza, con la situazione in costante  evoluzione, sottolineano le stesse fonti, “certamente non si può  escludere che possano essere adottati nelle prossime settimane altri provvedimenti, ma non significa affatto che siano state già prese delle decisioni o nuove misure. Azzardare o ipotizzare adesso, quindi,nuovi e imminenti decreti rischia soltanto di creare confusione e incertezze tra i cittadini”.

Nuovo DPCM, scuole superiori: ingresso alle 9 solo in caso di situazioni critiche. NOTA Ministero [PDF]

Si tratta di misure che coinvolgerebbero studenti dai 14 anni in su, in quanto autonomi dai genitori.

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Attualmente, con il DPCM del 18 ottobre, per il primo ciclo si conferma che le attività didattiche si svolgono in presenza, mentre per il secondo ciclo la possibilità di variare rispetto a quanto già predisposto per l’avvio dell’anno scolastico è ipotizzabile, ma solo “previa comunicazione al Ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali” e segnalate dai tavoli regionali.

Le scuole secondarie potranno rimodulare gli orari di ingresso e uscita, decidere di programmare turni pomeridiani o l’inizio delle attività a partire dalle 9,00 o svolgere le attività didattiche da remoto, ferma restando l’attenzione per gli studenti che necessitano di particolare inclusione, ma solo nei casi specifici che richiedessero tali interventi come rilevato dai tavoli regionali.

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