Decreto Covid, incontro Governo-Regioni in serata: verso stop agli spostamenti tra le Regioni fino al 31 marzo

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Il Consiglio dei ministri è convocato per lunedì 22 febbraio alle 9,30. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Chigi. Alle 19 il governo e le Regioni si vedranno in videoconferenza in vista del Consiglio dei ministri di domattina per valutare le nuove misure anti-Covid, secondo quanto si apprende. L’esecutivo sara’ rappresentato dalla ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini. Tra gli argomenti in discussione Il decreto legge che vieta gli spostamenti tra regioni in scadenza il 25 febbraio.

Regioni divise su ipotesi di 2-3 settimane con tutta Italia in arancione. Lunedì mattina Cdm per esaminare un Dl con nuove misure di contrasto al virus. Possibile proroga fino al 31 marzo dello stop agli spostamenti tra Regioni. Non si escludono altri interventi.

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I possibili nuovi interventi in materia covid potrebbero scattare da subito senza aspettare la scadenza del Dpcm del 5 marzo. Regioni chiedono “revisione e semplificazione” dei criteri di classificazione, e di conoscere i cambi di colore con anticipo.

Chiesta poi l’introduzione di ristori automatici in quei territori sottoposti a provvedimenti restrittivi. Oltre a questo, dunque, le Regioni non hanno trovato un’intesa e passano la palla al Governo sulla scelta delle misure di contrasto da adottare

All’esame del Cdm “ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19″‘. Sul tavolo anche l’esame, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione, di leggi regionali, varie ed eventuali.

Verso stop agli spostamenti tra le Regioni fino al 31 marzo

Secondo indiscrezioni, il governo starebbe valutando lo stop agli spostamenti tra le regioni fino al 31 marzo per contenere il più possibile le varianti che avanzano così velocemente: l’ipotesi che circolava negli ultimi giorni era quella di uno slittamento fino al 5 marzo, quando sarebbero scadute anche le altre misure anti-Covid. Nelle riunioni di oggi a Palazzo Chigi si sarebbe valutato di prorogare lo stop agli spostamenti, indipendentemente dall’area di rischio. Questa sarebbe questa la linea che dovrebbe essere adottata nel Cdm in programma lunedì.

Sarebbe comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Anche i docenti e il personale ATA in servizio fuori regione potrebbero quindi rientrare alla propria residenza, abitazione o domicilio.

A ridosso del 5 marzo verranno eventualmente prese anche nuove decisioni sulla base dell’indice di contagio e sulla base della diffusione delle varianti.

Nuovo DPCM, le richieste delle Regioni

Un cambio di passo sulle norme che determinano i colori delle Regioni, per evitare i continui cambi e che leghi le decisioni a parametri più oggettivi. Il tutto però senza abbassare la guardia perché le varianti corrono e impongono strette mirate ed immediate.

Le Regioni chiedono questo al nuovo governo, vogliono una diga ai contagi che rischiano di aumentare progressivamente, ma anche misure che tengano conto dell’oggettiva realtà dei casi sul territorio.

Sulla possibilità di una Italia tutta arancione, ovvero di restrizioni omogenee per l’intero territorio nazionale, si registrano dissensi all’interno della Conferenza delle Regioni.

Davanti ad un’ipotetica Italia tutta arancio ha tuonato anche il leader della Lega Matteo Salvini. “Basta con gli annunci, gli allarmi e le paure preventive che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, se ci sono zone più a rischio si intervenga in modo rapido e circoscritto, si acceleri sul piano vaccinale ma non si getti nel panico l’intero Paese”, ha scritto su Facebook stigmatizzando “lockdown ingiustificati e generalizzati”.

Covid, i dati non danno sollievo

Il contagio però sembra non dare tregua. A distanza di un anno dai primi casi i dati ora sembrano stabili, ma si tratta sempre di grandi numeri con 14.931 contagi oggi e 251 vittime. E ancora un boom di positivi in Veneto (1244) e in Lombardia (3019). E proprio queste due Regioni sono nel gruppo di 10 (con Emilia-Romagna, Campania, Piemonte, Lazio, Sicilia, Toscana, Puglia e Liguria) dove si sono registrati l’85% dei contagi da inizio pandemia.

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