Nuovo DPCM: le superiori rientreranno a gennaio. Confermato stop al concorso straordinario. BOZZA [PDF]

Stampa

A partire dal 7 gennaio ritorno in classe al 75% per gli studenti delle scuole superiori. Sarebbe questo l’indirizzo del governo dopo un confronto con la conferenza Stato-Regioni

Il tema è stato a lungo dibattuto nel Consiglio dei ministri di mercoledì sera. Secondo quanto riporta l’Adnkronos, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina avrebbe assicurato ai colleghi la ripartenza in piena sicurezza.

“Le scuole sono in grado di riaprire sin da subito, siamo in grado di farlo”, avrebbe garantito.  Scetticismo, riporta l’agenzia, da parte di quanti hanno raccolto i dubbi delle Regioni che hanno chiesto una ripartenza a gennaio per le superiori in presenza.

Il capo delegazione del M5S Alfonso Bonafede, riporta il resoconto, avrebbe chiesto durante il Cdm che le Regioni spieghino i motivi della richiesta “altrimenti a gennaio ci troviamo con gli stessi problemi, e non possiamo permetterci ulteriori rinvii”.

Nella discussione sulla riaperture delle scuole si sarebbe  dunque convenuto che si va avanti con le regole delle fasce esistenti e con il fatto che a breve molte regioni torneranno gialle, il che comporterà il ritorno in classe per i ragazzi delle medie. Poi a gennaio sarà la volta delle scuole superiori.

Nel pomeriggio di giovedì 3, invece, è emersa un’altra idea, quella che sarà realizzata. Gli studenti delle scuole superiori torneranno in aula in una percentuale del 75% e non più del 50% come previsto dalla bozza del Dpcm. La modifica, secondo quanto di apprende da fonti di governo, è stata decisa nel corso della Conferenza Stato-Regioni.

Dpcm, rientro scuole superiori dal 7 gennaio al 75% e non più al 50%

Confermato anche lo stop al concorso straordinario e a tutte le altre procedure, almeno fino al 15 gennaio, termine ultimo di durata del dpcm che sarà approvato nelle prossime ore.

“Sospeso lo svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, nonché ad esclusione dei concorsi per il personale del servizio sanitario nazionale, ivi compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile, ferma restando l’osservanza delle disposizioni di cui alla direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione n. 1 del 25 febbraio 2020 e degli ulteriori aggiornamenti. Resta ferma la possibilità per le commissioni di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto”.

BOZZA [PDF]

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur