Riapertura scuole, le Regioni decidono in ordine sparso. Consiglio dei Ministri in serata per decreto con misure da adottare

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Verso un Consiglio dei ministri stasera alle 21 sulle misure anti Covid. Sul tavolo l’ipotesi di procedere con un decreto – e non con un’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza – sulle misure da adottare dal 7 gennaio.

Sempre oggi – ma ancora non c’è l’ufficialità – una nuova riunione tra il premier Giuseppe Conte e i capidelegazione con il ministro Francesco Boccia sempre per affrontare la questione nuove misure anti-Covid.

Intanto in Veneto e Friuli Venezia-Giulia le scuole superiori continueranno con la didattica digitale fino al 31 gennaio. La Campania, invece, ha annunciato che si tornerà, progressivamente, in presenza dall’11 gennaio. Anche le Marche e la Puglia verso la chiusura.

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NOTIZIA IN AGGIORNAMENTO

19.13 -Una zona gialla ‘rafforzata’ nei giorni feriali – con il divieto di spostamento tra le regioni e la conferma della regola che prevede la possibilità di spostarsi verso un’altra abitazione nella regione per massimo due persone – e una zona arancione nel fine settimana. E’ questa, secondo quanto si apprende, l’impostazione del nuovo decreto che andrà in Cdm questa sera e sarò in vigore fino al 15 gennaio. Il testo prevede anche l’abbassamento della soglia dell’Rt che fa scattare il posizionamento nelle diverse fasce e che sarà in vigore da lunedì 11: con Rt ad 1 si andrà in zona arancione e con l’Rt a 1,25 in zona rossa.

18. 37 -“La certezza è che le zone non cambiano: restano l’arancione, il giallo e il rosso. Fino al 15 gennaio ci sono queste misure. In queste ore stiamo inasprendo le soglie. Tutte le valutazioni, compresa quella sulle aree bianche sono sul tavolo ma ne discuteremo al momento opportuno”, ha detto il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia alla ‘Vita in diretta’, che ha aggiunto: “Se si sposta l’apertura delle scuole a fine gennaio – ha aggiunto – e si mantiene l’apertura dello sci il 18 gennaio c’è qualcosa che non va“.

È scontro sulla scuola, le ipotesi in campo. Alcune regioni non riapriranno

Il problema della riapertura delle scuole è stato al centro dell’incontro tra governo e presidenti di Regione, svolto domenica sera, per lo studio di un provvedimento ponte tra il 7 e il 15 gennaio. Tra le ipotesi al vaglio, dato l’andamento dei numeri della pandemia, ci sarebbe la possibilità per le regioni che il 7 gennaio avranno il colore giallo di riaprire le loro scuole superiori in presenza al 50 per cento. Le regioni in arancione, no. Le Regioni che resterebbero fuori, sarebbero: Veneto, il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, l’Emilia Romagna, le Marche e la Calabria. A queste si aggiungono anche Campania e Puglia che hanno già intenzione di posticipare l’apertura emanando un proprio calendario regionale. Mentre l’Emilia Romagna, sebbene regione a rischio, si dice pronta a far ripartire gli studenti in presenza già dal 7.

Ci sarebbe, invece, condivisione sulla proposta di rivedere al ribasso le soglie di Rt per entrare nella fascia arancione e rossa, ma non sulle proposte del ministro della Salute, Roberto Speranza, relative  alle restrizioni nei weekend.

Tra le argomentazioni sollevate dalle regioni contrarie  alla riapertura delle scuole, il fatto che non sarebbe razionale riaprirle il prossimo 7 ed 8 gennaio per poi rischiare di richiuderle  nelle molte regioni che tra venerdì e sabato potrebbero essere  dichiarate arancioni, se non rosse.

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I sindacati in coro: posticipiamo!

Fra i primi a scendere in campo per un rinvio ci sono i sindacati, che nelle ultime ore hanno posto l’accento sulle criticità del ritorno a scuola: “La riapertura della scuola il 7 gennaio è troppo rischiosa”, afferma lo Snals. “Stiamo prendendo atto dell’aumento dei contagi di questi giorni. Il 18 gennaio potremmo avere un’idea dell’andamento epidemiologico e decidere a ragion veduta”, aggiunge la segretaria Elvira Serafini.

Continuiamo a leggere notizie, ma con il ministero non c’è alcun confronto. I dirigenti scolastici continuano a fare e disfare orari, le famiglie sono confuse”, dice invece Maddalena Gissi della Cisl Scuola, mentre secondo la Uil Scuola, per bocca del suo segretario nazionale Pino Turi, la scuola “deve essere al centro della campagna di vaccinazione”.

Anche Marcello Pacifico, dell’Anief, ricorda a Orizzonte Scuola che già prima delle vacanze “aveva intuito che sarebbe salita la curva dei contagi”. “Ora chiede almeno due settimane di rinvio per fare i test a studenti e personale scolastico”, sempre che – premette il sindacalista – la curva dei contagi diminuisca nel frattempo”.

I dirigenti scolastici: a scuola solo se non ci sono rischi

I dirigenti scolastici, nel chiedere lo “stop alle polemiche politiche fra Regioni e Governo”, si concentrano invece su un rientro a scuola “solo se non ci sono rischi per l’incolumità di studenti e personale”.

Chiediamo da mesi – sottolinea Antonello Giannelli, presidente Anp – che anche fuori dagli istituti scolastici le regole vengano rispettate e che si pratichi uno screening capillare e continuo tramite tamponi rapidi”.

Da segnalare la petizione lanciata da Unsic su change.org., che ha già superato oltre 76mila firme per non tornare alle lezioni in presenza dal 7 gennaio.

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Altre misure

Non finisce qui, però. Ci sarebbero altre misure in cantiere. Ecco tutti gli ultimi aggiornamenti.

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Nel week-end del 9 e 10 gennaio in tutta Italia saranno in vigore le misure previste per la zona arancione: tra queste, le chiusure di bar e ristoranti anche a pranzo, ma aperti solo per la vendita da asporto. Dal 7 gennaio e fino al 15, data di scadenza dell’ultimo dpcm, viene consentito lo spostamento tra le regioni solo per ragioni di necessità. Prevista anche la proroga del divieto di ospitare a casa più di due parenti o amici, minori di 14 anni esclusi.

Potrebbe essere prorogata con un’ordinanza del ministro della Salute, la scadenza del decreto natalizio, al momento prevista il 7 gennaio. Le due ipotesi in campo sono quella di mantenere in vigore le misure vigenti fino al 15 gennaio, data di scadenza dell’ultimo Dpcm, oppure di tornare in zona gialla per il 7 e 8 gennaio, per poi passare alle misure della fascia arancione il weekend del 9 e 10 e, successivamente, sulla base del monitoraggio, assegnare le fasce per la settimana seguente.  Il nuovo Report dell’Istituto Superiore di Sanità è previsto tra giovedì e venerdì prossimo.

TUTTE LE FAQ

Cosa prevede la zona arancione

  • Si può uscire dalla propria abitazione ma è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai comuni di residenza.
  • Una norma riguarda i comuni più piccoli: si potrà uscire dal territorio dei comuni con meno di cinquemila abitanti entro un raggio di 30 chilometri. Non ci si potrà però muovere per andare nei comuni capoluogo, anche se si trovano entro un raggio di 30 chilometri.
  • I negozi possono restare aperti fino alle 21 ma sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (tra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie). Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio e, fino alle ore 22, la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Restano comunque aperti gli autogrill e i servizi di ristorazione di stazioni e aeroporti.

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