Nuovo DPCM, il governo orientato a tenere le scuole aperte. Chiusura per bar e ristoranti dalle 18. Gli ultimi aggiornamenti

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Chiusura di bar e ristoranti dalle 18, fatta salva la possibilità di fare asporto, mentre i negozi rimarranno aperti. Chiusura per palestre, cinema e teatri, costretti a tirare giù le saracinesche, le scuole, invece, rimarranno aperte.

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Secondo quanto segnala l’Adnkronos è questa l’ipotesi sul  tavolo della riunione tra il premier Giuseppe Conte e i  capi-delegazione delle forze di maggioranza, sospesa in attesa di  vagliare i profili di economicità dei ristori per salvaguardare le  categorie più colpite dal nuovo giro di vite allo studio del governo per fronteggiare la seconda ondata di Covid-19.

Anticipare la chiusura dei bar e dei ristoranti alle 18, si apprende ancora, non comporterà un divieto di circolazione anticipato allo stesso orario, ovvero al tardo pomeriggio. Le stesse  fonti spiegano che decisivo sarà ora il confronto con il Comitato  tecnico scientifico e le regioni sulla nuova stretta.

In particolare, per quanto riguarda la scuola, si sarebbe deciso di continuare con la didattica in presenza, pur ricorrendo a delle formule ‘miste’ con l’uso della didattica a distanza. Per ora, le  scuole dovrebbero restare aperte, salvo nuovi sviluppi.

Bozza del DPCM (ore 17.20 del 24 ottobre)

“Fermo restando che l’attività didattica e educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, per contrastare la diffusione del contagio, previa comunicazione al ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, per una quota pari al 75% delle attività, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9”. 

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