Nuovo DPCM, sulla scuola si rafforza ipotesi DaD dalla seconda media. Franceschini: “Nessuno vuole chiudere le scuole, valutiamo con attenzione”

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I prossimi due giorni saranno decisivi per la gestione dell’emergenza coronavirus. Lunedì 2 novembre, il premier Giuseppe Conte parlerà prima alla Camera (ore 12) e poi al Senato (ore 17). Successivamente si lavorerà al nuovo DPCM che dovrà contenere una nuova stretta per contenere i contagi.

Secondo le ultime indiscrezioni il governo è orientato a licenziare il testo non lunedì sera, ma martedì. La complessità e la delicatezza della trattativa potrebbero far slittare il varo al giorno successivo, ma la situazione è molto fluida e può davvero succedere di tutto. Per ora circolano solo indiscrezioni,  con un unico punto fermo: fermale la curva il più possibile attraverso interventi più forti nelle Regioni con maggiori contagi, prevedendo  nel resto del Paese restrizioni più soft. Una strategia che scongiurerebbe per adesso un lockdowm totale.

Le voci e le notizie su presunte ipotesi allo studio di introdurre, nel prossimo dpcm, misure restrittive della mobilità per gli anziani ultrasettantenni, sarebbero del tutto infondate.

Nel ‘mirino’, raccontano fonti parlamentari della maggioranza, ci sarebbero Lombardia, Piemonte e Calabria, considerate dall’ultimo report settimanale dell’Iss Regioni a ‘rischio alto’ con, rispettivamente, un’indice Rt a 2,01 1,99 e 1,84, tanto da rientrare  nel cosiddetto scenario 4. Uno scenario, che comprenderebbe anche  zone, seppur con ‘rischio moderato, di Molise (Rt 2,01), Bolzano (Rt  1,92), Emilia Romagna (Rt 1,6) e Trento (Rt 1,56).

Inquadrate nello scenario 3 con rischio definito alto ci sarebbero poi Puglia (Rt 1,47), Sicilia (Rt 1,38) Toscana (Rt 1,19). Rientrano nello stesso scenario ma con rischio considerato moderato: Friuli Venezia  Giulia (Rt 1,47), Umbria (1,45) Lazio (1,43) Marche (1,35) e Campania  (1,29).

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Sul tavolo del governo, per quanto riguarda la scuola nelle regioni più a rischio, un’ipotesi di lavoro è, oltre alla prescrizione dell’uso della mascherina in ogni momento, lezioni a distanza non solo per le superiori ma  anche per la seconda e terza media. In presenza, svolgerebbero lezioni solo le classi elementari e la prima media.

A Che Tempo Che Fa, intanto, il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, capo delegazione del PD all’interno del governo, afferma: “Anche in queste ore si ragiona della scuola.Nessuno vorrebbe chiuderla. Abbiamo fatto una scelta forte con le superiori, stiamo discutendo in queste ore, tutelando la scuola, mantenendo presente che c’è il contagio di mezzo…”.

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