Nuovo DPCM: da venerdì 6 novembre zona gialla, arancione e rossa, cosa accade nella scuola. Attenzione a date ordinanze regionali e indicazioni per la didattica digitale

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Entrano in vigore le misure del nuovo Dpcm firmato il 3 novembre scorso dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte contenente ulteriori misure stringenti per contrastare la diffusione del nuovo coronavirus. Le misure contenute nel Dpcm restano vigenti fino al 3 dicembre. Ecco cosa cambia nella scuola.

Le nuove misure sono state assunte in seguito all’analisi dei dati epidemiologici sulla diffusione dell’epidemia. Il Decreto individua tre aree, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, per le quali sono previste misure modulari.

Nella fascia riservata alle Regioni a rischio di massima gravità, con scenario 4 (cosiddetta area rossa) sono concentrate le misure più restrittive; nella fascia per le Regioni a rischio alto ma compatibili con lo scenario 3 (cosiddetta area arancione), sono previste misure lievemente meno restrittive, nella terza fascia, quella per tutto il territorio nazionale, rientrano le restanti Regioni (cosiddetta area gialla).

AREA GIALLA

Nello specifico nell’area gialla sono attualmente ricomprese le seguenti Regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.

Didattica a distanza al 100% superiori – Permane la possibilità di svolgere attività in presenza per l’uso dei laboratori o per garantire l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e, in generale, con bisogni educativi speciali.

Infanzia, primaria, secondaria primo grado – Resta in presenza

Mascherina obbligatoria anche al banco – Uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai 6 anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina.

Riunioni collegiali – Solo a distanza.

Viaggi di istruzione – Sono sospesi. Restano sospese anche le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche, fatte salve le attività PCTO.

Università – chiuse, lezioni a distanza.

Cosa non si può fare

Nelle stesse zone gialle non è consentito uscire dopo le 22 se non per comprovate esigenze, ovvero per motivi di lavoro, salute ed emergenze. Necessaria, per spostarsi dalle 22 alle 5, l’autocertificazione.

Chiusi i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi.

Chiusi musei e mostre.

Le ordinanze regionali

In Campania il presidente Vincenzo De Luca, con un’ordinanza emanata il 5 novembre, ha decretato la sospensione dell’attività in presenza fino al 14 novembre nelle scuole, da quella dell’Infanzia alle superiori e confermato il blocco della mobilità interprovinciale.

Campania, chiuse tutte le scuole dall’infanzia alle superiori fino al 14 novembre. ORDINANZA

Anche in Umbria si conferma il blocco dell’attività in presenza per le scuole secondarie di primo e secondo grado.

Umbria conferma chiusura scuole medie e superiori fino al 14 novembre

AREA ARANCIONE

Nell’area arancione: Puglia, Sicilia.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, secondo l’Ordinanza n. 407 del 28 ottobre 2020, ha sospeso, fino al 24 novembre è l’attività didattica in presenza nelle scuole primarie, secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado salvo che per laboratori e per le esigenze di frequenza degli alunni con Bisogni Educativi Speciali,

Puglia in zona arancione: come comportarsi dal 6 novembre. Scuole chiuse fino al 24

Per la scuola sono valide le stesse misure previste a livello nazionale.

Cosa non si può fare

Chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi.

Chiusura dei bar e ristoranti sette giorni su sette.

Chiusi musei e mostre.

AREA ROSSA

Nell’area rossa: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta.

Restano in presenza la scuola dell’infanzia, i servizi educativi per l’infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado. Le attività didattiche in tutti gli altri casi si svolgeranno esclusivamente con la didattica digitale.

Resta comunque salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per garantire l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e in generale con bisogni educativi speciali.

Le regole della didattica digitale integrata

Il 26 giugno 2020 il Ministero dell’Istruzione emanava le linee guida per la Didattica Digitale Integrata attraverso il Decreto n. 39,. Attraverso queste linee guida il Ministero ha richiesto, già durante l’estate, l’adozione da parte delle scuole di un piano di didattica digitale integrata affinché gli istituti siano pronti “qualora si rendesse necessario sospendere nuovamente le attività didattiche in presenza a causa delle condizioni epidemiologiche contingenti”.

Il 27 ottobre ha pubblicato ulteriori indicazioni operative per lo svolgimento della DDI, dove vengono dettagliati criteri, modalità e adempimenti del personale scolastico qualora la scuola in cui viene prestato servizio adottino un approccio di didattica digitale integrata.

Con nota del 5 novembre inoltre ha dato seguito alle indicazioni del DPCM del 3 novembre

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