Nuovo Dpcm, Draghi pensa alle misure ma avverte: “I cittadini non sono sudditi. Devono avere il tempo di informarsi”

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Il governo accelera sul nuovo DPCM con le norme anti contagio da Covid. Oggi il Ministro Speranza riferisce in Parlamento. Una via che potrebbe diventare maestra, secondo Draghi.

I cittadini non sono sudditi — ha ammonito Draghi, determinato a firmare entro il fine settimana, si legge su Il Corriere della Sera —. Le decisioni non possono essere calate dall’alto all’ultimo minuto, la gente deve avere il tempo di informarsi e organizzarsi“.

Ecco perchè, il nuovo Dpcm che vedrebbe la luce entro il weekend non dovrebbe essere il primo di una lunga serie, come quelli adottati dal Governo Conte. Draghi, infatti, vuole che si passi dal Parlamento.

Le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico, emerse durante l’incontro di ieri, infatti, non cambiano rispetto alle scorse settimane, soprattutto alla luce degli sviluppi delle nuove varianti del virus. E’ quanto si apprende da ambienti del Cts, che nei giorni scorsi aveva già messo in guardia dai rischi di ulteriori contagi che potrebbero arrivare da eventuali riaperture di impianti da sci, palestre o cinema.

Oltre il 30% delle infezioni Covid in Italia è dovuto alla variante inglese. Il dato, secondo quanto si apprende, è stato fornito proprio dagli esperti dell’Istituto superiore di Sanità e del Cts con il premier Mario Draghi.

Secondo gli scienziati, verso la metà di marzo la variante sarà predominante in tutto il Paese. Nel corso dell’incontro, inoltre, il governo ha chiesto valutazioni sulle misure da adottare e gli esperti avrebbero ribadito i rischi legati a possibili aperture.

 

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