Nuovo DPCM, giovedì il varo. Nodo scuola ancora da sciogliere: il 14 dicembre o l’11 gennaio per il ritorno delle superiori. Gli ultimi aggiornamenti

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Si attende il varo del prossimo DPCM che dovrebbe traghettare l’Italia anche oltre le feste natalizie. Siamo arrivati a ridosso del DPCM attualmente in vigore, quello del 6 novembre. 

Si lavora senza sosta nel governo per dare l’ok definitivo al prossimo Dpcm di Natale, che dovrebbe avere come scadenza il prossimo 15 gennaio.

Confermato il sistema delle fasce, rossa, arancione e gialla in ordine decrescente di diffusione del contagio e di pressione sul sistema sanitario, con conseguenti misure più stringenti. L’obiettivo è portare entro metà dicembre tutto il Paese in fascia gialla, la meno rigorosa, ma rafforzata da divieti di mobilità e altre restrizioni valide per il periodo delle festività.

Ristoranti aperti a Natale e Capodanno

Ecco gli ultimi aggiornamenti: previsto il coprifuoco alle 22 anche per Natale e Capodanno, mentre gli impianti sciistici chiuderanno per tutta la durata delle feste. Bar e ristoranti chiuderanno alle 18, ma resteranno aperti per Natale, Santo Stefano, Capodanno ed Epifania con il limite di quattro persone per tavolo.

“Abbiamo ottenuto che i ristoranti saranno aperti a pranzo il 25 e 26 dicembre, a Capodanno e per l’Epifania. Nel nuovo Dpcm non saranno previste queste chiusure: come Italia Viva ci siamo opposti sin dall’inizio, così come stiamo continuando a discutere sulla questione dei ricongiungimenti famigliari e degli spostamenti tra Comuni che devono essere consentiti”. Così il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone al Tg4.

14 dicembre o 11 gennaio per la scuola

Tra i nodi da sciogliere, c’è la scuola. Il premier Conte insiste per riaprire le superiori il 14 dicembre, ma non trova tutti d’accordo nella maggioranza: è probabile, infatti, che le lezioni in presenza riprendano l’11 gennaio. La scuola nel suo complesso dovrebbe comunque riaprire dopo la Befana. La Ue ha indicato come misura cuscinetto di allungare le vacanze di Natale e dunque posticipare il rientro in aula.

Ricongiungimenti

Altro tema che fa discutere, segnala La Repubblica, sono i ricongiungimenti familiari con eventuali deroghe negli spostamenti tra regioni, rigorosamente vietati dal 21 dicembre al 7 gennaio.

“Sicuramente si potrà sempre raggiungere la regione di residenza e si sta discutendo se far valere anche il domicilio”. Così la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa nella puntata di “Otto e mezzo” in onda stasera su La7. “Dal 20 – ha spiegato – ci sarà il divieto di spostamento tra le regioni, salvo ragioni di necessità come assistere un genitore solo, che richiederanno l’autocertificazione. Due congiunti che abitano in due regioni diverse ma gialle e partono prima del 20 dicembre, potranno vedersi”. 

Prevista la quarantena per chi arriva dall’estero. La misura, che dovrebbe essere valida dal 20 dicembre, è pensata soprattutto per chi intenda andare a sciare in Svizzera – che ha tenuto le piste aperte – o in Paesi dell’Unione europea, come Slovenia e Austria, con quest’ultimo paese che ha annunciato di aprire le piste solo ai residenti.

Una corsa contro il tempo

Il testo del DPCM dovrebbe essere inviato alle Regioni nelle prossime ore, in modo tale da avere il tempo per formulare i rilievi prima della firma del premier Conte. Raccolti i rilievi delle Regioni, il governo dovrebbe fare un’ultima messa a punto della bozza, affinché Conte la possa firmare nel pomeriggio e il testo possa essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro la mezzanotte. Probabile una conferenza stampa del premier per annunciare il provvedimento nella serata di giovedì. Le misure entreranno in vigore da venerdì 4 dicembre e saranno valide fino a venerdì 15 gennaio.

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