Nuovo DPCM, dal Natale alla scuola: ecco su cosa sta lavorando il Governo

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Gli effetti del DPCM del 6 novembre sono in scadenza: il 3 dicembre il provvedimento del governo perderà efficacia e dovrà essere sostituito da un altro. Ecco le ultime indiscrezioni su cosa si prevede per l’ultimo mese dell’anno.

Dicembre è il mese delle festività di fine anno: un’occasione per ritrovarsi tra parenti e amici. Il Covid-19, però, quest’anno non permetterà i festeggiamenti consueti, ma ci saranno delle misure ad hoc per consentire di trascorrere in modo sereno le festività.

Prima di tutto bisognerà capire cosa accadrà con le zone. Entro il 10 dicembre tutte le zone rosse dovrebbero diventare arancioni, alcune arancioni trasformarsi in gialle.

L’ultima idea è quella di consentire gli spostamenti  anche tra regioni gialle soltanto ai residenti domiciliati altrove. I destinatari speciali di questa norma dovrebbero essere proprio i parenti stretti. Al momento, però, sono tutte ipotesi.

Uno dei primi obiettivi del governo sarebbe quello di riunire solo i parenti stretti, ossia genitori e figli, mariti e mogli e partner conviventi ancora residenti nelle regioni di origine ma domiciliati altrove. A meno che il governo non decida di essere ancora più rigido e vietare ogni tipo di spostamento anche per i residenti.

Niente vacanze, invece, sulla neve. Conte ha affermato: “Gli impianti sciistici non riapriranno”, nonostante le pressioni delle regioni alpine.

Potrebbe scattare anche una deroga sull’orario del ‘coprifuoco’ serale, dalle 22 alle 23, fatta eccezione per la vigilia di Natale e per la sera del 31 dicembre quando si potrebbe rientrare a casa entro l’una di notte.

Per quanto riguarda il capitolo scuole, non è ancora chiaro se ci saranno misure specifiche già dal prossimo Dpcm, ma Conte ha voluto precisare che il governo cercherà di “aprire le scuole prima di Natale, stiamo lavorando per questo”. 

Nel frattempo infatti il Ministro Azzolina ha convocato per domani 25 novembre i sindaci delle città metropolitane 

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