Nuovo DPCM, dal 21 dicembre al 6 gennaio stop agli spostamenti tra le regioni

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Consiglio dei ministri chiamato a definire le nuove misure anti-Covid. I capisaldi del nuovo Dpcm sono stati definiti ieri, nel  corso della riunione tra il premier Giuseppe Conte e i capi  delegazione delle forze di maggioranza finito a tarda notte.

Le misure per le festività “non sarebbero in discussione”, assicura una fonte di governo a dispetto delle tensioni che hanno animato per l’intera  giornata la maggioranza.

Dunque stop agli spostamenti tra Regioni,  anche in area gialla, dal 21 dicembre, divieto di raggiungere le  seconde case, chiusura degli impianti sciistici, stop alle crociere e  coprifuoco confermato alle 22 anche nei giorni della vigilia di Natale e Capodanno.

Tra le poche concessioni, dovrebbero figurare ristoranti e bar aperti  anche nei giorni di festa, ma senza deroghe per la chiusura alle 18,  alberghi in montagna aperti ma con servizio in camera sempre a partire
dalle sei del pomeriggio: dunque veglioni e festeggiamenti al bando.

DECRETO

Restano comunque da definire alcuni aspetti, non ultimo quello delle  riaperture delle scuole superiori in tutta Italia. Il premier insiste per riaprire le superiori il 14 dicembre, ma non trova tutti d’accordo: le lezioni torneranno in presenza con ogni probabilità dopo l’Epifania, ossia lunedì 11 gennaio. 

Durata del DPCM da 30 a 50 giorni

Il decreto legge all’esame del consiglio dei ministri estende la durata del DPCM da 30 a 50 giorni. Così recita l’articolo 1, comma 1 della bozza.

“All’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, le parole “di durata non superiore a trenta giorni” sono sostituite dalle seguenti: “di durata non superiore a cinquanta giorni”.

La bozza del decreto per le misure anti  Covid per le festività prevede al comma 3 “che nel medesimo periodo dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021, con i predetti decreti del  Presidente del Consiglio dei ministri possano essere adottate  specifiche misure, tra quelle previste dal decreto-legge n. 19 del  2020, anche indipendentemente dalla classificazione in livelli di rischio e di scenario”.

Stop alla mobilità tra le Regioni

Stop alla mobilità tra Regioni per le  festività natalizie. A partire dal 21 dicembre e fino al 6 gennaio,  giorno dell’Epifania, non si potrà lasciare la Regione dove ci si trova.

“Per quanto riguarda le festività natalizie, in considerazione  dell’attuale andamento della curva pandemica e al fine di scongiurare  una nuova recrudescenza dei contagi – si legge nella relazione che  accompagna il dl – viene previsto al comma 2, nell’ambito del  territorio nazionale, il divieto, dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio  2021, di ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di  diverse regioni o province autonome, e, nelle giornate del 25 e del 26 dicembre 2020 nonché del 1° gennaio 2021, anche il divieto di ogni  spostamento tra comuni, salvo gli spostamenti motivati da comprovate  esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di  salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”.

No agli spostamenti nelle seconde case

Non si potrà raggiungere le seconde case per le festività natalizie se in altre Regioni. Non solo. Nei giorni
super festivi, ovvero 25, 26 dicembre e 1 gennaio, non si potranno raggiungere nemmeno quelle ubicate in un altro Comune, seppur nella stessa regione.

Gli spostamenti tra Regioni, stabilisce il decreto legge, è vietato dal 21 dicembre al 6 gennaio, ma “è comunque consentito il rientro alla  propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli  spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma e, nelle giornate del 25 e del 26 dicembre 2020 nonché del 1° gennaio 2021, anche ubicate in altro comune”.

Riapertura delle scuole

Il governo sta ancora discutendo sul possibile ritorno in classe degli studenti delle superiori a dicembre o dopo le vacanze natalizie. Una deroga agli spostamenti dovrebbe essere concessa agli studenti universitari fuori sede, che potrebbero far ritorno a casa per il periodo natalizio

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