Nuovo Contratto 2024, Ancodis: “Anzianità di servizio non basta per valorizzare docenti, si pensi anche agli incarichi di organizzazione e didattica”

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Ancodis – Siamo in attesa dell’atto di indirizzo del Ministro Valditara che darà il via alle procedure per il rinnovo del prossimo CCNL della scuola. Ci aspettiamo un’attenzione particolare alla moderna complessità della scuola autonoma e auspichiamo nelle parti che siederanno al prossimo tavolo contrattuale una moderna visione che valorizzi la professione docente secondo nuovi criteri coerenti con la complessità della scuola autonoma e che tengano conto di TUTTI gli aspetti (didattico, amministrativo e del funzionamento organizzativo).

Non possiamo ancora basare il riconoscimento professionale esclusivamente sull’anzianità di servizio – oggi di fatto l’unico elemento di differenziazione contrattuale nella funzione docente – dimenticando l’importanza strutturale dell’assunzione di incarichi connessi al funzionamento organizzativo e didattico della scuola!

Occorre – secondo quanto scritto nell’Art. 36 della Costituzione italiana – dare meritata attenzione alla qualità e quantità di lavoro professionale di oltre 100000 donne e uomini, fondamentale per lo sviluppo dell’offerta formativa e per l’efficienza dei servizi alla comunità scolastica.

Ancodis ritiene ineludibile nel prossimo CCNL l’individuazione di una nuova area professionale aperta ai collaboratori del dirigente scolastico e alle figure di sistema previste dalle vigenti normative che concorrono quotidianamente alla progettazione dell’offerta formativa e sono soggetti protagonisti (non comparse!) che si distinguono dagli altri docenti per l’assunzione di deleghe e di responsabilità, si occupano di progettare idee, di programmare i tempi, di monitorare i processi, partecipano nelle sedi formali ed informali al confronto, alla verifica e alla valutazione.

E’ necessario formalizzare la “squadra dell’autonomia” presente in ciascuna scuola, impegnata al fianco del ds e del dsga, che si mette al servizio della propria comunità scolastica, che rappresenta di fatto la componente intermedia tra la dirigenza e i docenti nel funzionamento organizzativo e progettuale.

Nel prossimo atto di indirizzo il Ministro assuma l’iniziativa politica di un’importante innovazione contrattuale che riconosca pari dignità alle forme di lavoro espletate nella funzione docente, nell’azione amministrativa e nel funzionamento organizzativo, che cancelli l’indifferenza nei confronti di decine di migliaia di docenti considerati oggi “abitanti sospesi della terra di mezzo” (Venuti, Dirigere la scuola) che testimoniano – nei diversi ruoli e spesso con lunga esperienza – la complessità della scuola vera che, come riconosce autorevolmente il prof. Paletta (2020), ”senza il generoso impegno l’attuale modello organizzativo formale non potrebbe funzionare”.

Allora – come hanno scritto Campione e De Anna (2020) – considerato “quel diversamente indaffarato lavoro docente” si valorizzino contrattualmente queste risorse professionali che invece oggi sono mortificate “entro un comune e anonimo contenitore incapace di ospitarne la flessibilità, la creatività, la variabilità di parametri organizzativi”.

Riteniamo di dover richiamare quanto scritto dal Presidente di Ancodis sul numero 1 del 2021 della “Rivista dell’istruzione” diretta dal Dott. Cerini “L’attuale CCNL sacrifica la visione della scuola fondata sulla valorizzazione professionale di tanti docenti che vogliono emergere nella didattica, nella formazione e nella collaborazione (al ds)! Non è portatore della visione di una scuola fondata sul valore e sul merito: manca un’idea moderna di scuola dinamica e aperta alle opportunità per tutti i suoi operatori”.

E il Presidente Cicero nello stesso articolo auspica “il tempo di un patto etico tra tutte le componenti impegnate nel rinnovamento del sistema scolastico che – fondato su una storica ed indiscussa tradizione – si apra a quelle innovazioni giuridiche e contrattuali capaci di integrare nuovi modelli didattici e moderne azioni organizzative con al centro sempre i bisogni formativi delle nuove generazioni”.

“La scuola dei prossimi decenni – conclude Cicero – non può restare con una struttura organizzativa pensata nel passato che non può essere considerata più adatta nel presente e meno che mai confermata nel futuro. Dare una nuova identità contrattuale, prevedere una specifica formazione, dare la possibilità di una carriera differenziata sono obiettivi che contribuiscono a completare il percorso dell’autonomia scolastica così come disegnata all’art. 5 del d.P.R. 275/1999”.

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