Nuovo anno al via con molti dirigenti scolastici preoccupati, Udir si conferma al loro fianco

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“Chi dirige un istituto scolastico non può diventare il capro espiatorio delle mancate scelte della politica”: a dirlo è stato oggi il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso durante il convegno organizzato a Roma da Udir ed Eurosofia per verificare, alla presenza di centinaia di dirigenti scolastici, le strategie di intervento in vista dell’imminente nuovo anno scolastico, alla luce delle indicazioni normative e dei finanziamenti in arrivo dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Durante il confronto, diversi capi d’istituto hanno messo in evidenza le difficoltà che permangono sulla gestione delle strutture scolastiche, poiché loro sono i responsabili di edifici, spesso vecchi e fatiscenti, sui quali però posson solo agire gli enti locali, a loro volta vincolati da finanziamenti perennemente bloccati per una burocrazia lenta ed esasperante. La stessa gestione dei fondi Pnrr, per creare anche classi innovative e digitali, non sembra essere ancora molto chiara. E in caso di mancata realizzazione, si continua a puntare il dito sugli stessi responsabili degli istituti. Infine, rimangono da cambiare tante norme per la gestione quotidiana delle scuole, ma anche dello stesso personale che guida le scuole con abnegazione a fronte di responsabilità enormi e stipendi dimezzati rispetto agli altri dirigenti pubblici.

“In questo quadro – ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir – come sindacato dei dirigenti scolastici in questi anni abbiamo cambiato con Udir le norme per favorire la mobilità, l’assunzione degli idonei in occasione dei concorsi pubblici, l’introduzione dello scudo penale, per evitare l’assurdità di presidi finiti addirittura in carcere per colpe di tutti meno che loro. Ma abbiamo provato e stiamo provando con forza a cambiare le norme sui tagli prodotti con il dimensionamento derivante dal Dpr 81/09. E ancora stiamo cercando di ottenere il recupero del Fondo unico nazionale, il Fun, così da valorizzare gli stipendi anche con appositi ricorsi al Tar. È arrivato il tempo – ha concluso il presidente Udir – di mettere la dirigenza al centro del progetto scuola della XIX legislatura”.

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