I “nuovi anziani” presidi : un seminario internazionale per discutere di reclutamento e valutazione

di Giulia Boffa
ipsef

Giulia Boffa – L’Italia vanta un altro primato relativo alla vecchiaia: quello dei presidi più anziani di Europa, chiamati a svolgere un nuovo compito, per cui essere selezionati adeguatamente e valutati. Questo il tema di un seminario internazionale organizzato dalla dall’Associazione TreLLLe e dalla Fondazione per la scuola della Compagnia di San Paolo.

Giulia Boffa – L’Italia vanta un altro primato relativo alla vecchiaia: quello dei presidi più anziani di Europa, chiamati a svolgere un nuovo compito, per cui essere selezionati adeguatamente e valutati. Questo il tema di un seminario internazionale organizzato dalla dall’Associazione TreLLLe e dalla Fondazione per la scuola della Compagnia di San Paolo.

La media italiana si attesta sull’85% di coloro che hanno più di 50 anni contro quella europea del 60%. A far scendere la media avrebbe dovuto pensarci il concorsone, che, dopo un anno e mezzo, ancora non si è concluso e che ha consegnato alla dirigenza delle scuole solo 800 nuovi presidi contro i 2.300 messi a concorso, con circa 2.000 scuole rette ancora da un ds "a tempo determinato". 
 
Le regole del concorso nei vari Paesi europei sono dissimili dalle nostre: in quasi tutti il concorso pone dei limiti di età per parteciparvi, che oscilla tra i 50 e i 55 anni; in Francia non esiste un concorso a preside, bensì a vicario, che dopo un anno di prova può o meno essere promosso a preside, dopo la valutazione fatta in accordo con un ispettore; in Gran Bretagna, sono i docenti a scegliersi il preside da una lista di idonei.
 
In Italia si vuole un sistema di valutazione adatto a quella che ormai è definita una "nuova" professione: «Il modello — spiega Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione per la scuola della Compagnia di San Paolo — non deve essere quello del primus inter pares, con il preside che amministra. Piuttosto deve essere un leader educativo che gestisce la scuola e ha come obiettivo lo sviluppo professionale degli insegnanti". Conferma Attilio Oliva, presidente dell’associazione TreLLLe, affermando che il preside deve avere "quella che si chiama leadership distribuita e condivisa, con il preside più uno stretto gruppo di collaboratori di fiducia."
Versione stampabile
soloformazione