Nuovi concorsi 2018, si troveranno commissari per pochi euro? Ancora senza retribuzione quelli del 2016 in molte regioni

di redazione
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Come previsto dal Decreto Legislativo n. 59 del 13 aprile 2017 e come annunciato dal Ministro Fedeli, nel corso del 2018 si darà avvio ai concorsi previsti per il nuovo reclutamento (prima la fase transitoria per abilitati e non abillitati con 3 anni di servizio e poi il concorso ordinario per laureati con 24 CFU in discipline antropo – psico – pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche.

Non sappiamo ancora quanto saranno retribuiti i commissari che si proporranno per la valutazione dei colleghi, ma di certo non si sono ancora placate le polemiche relative al concorso 2016.

La denuncia arriva dal sindacato ASA Scuola, che resta basito dalle ultime dichiarazioni del Ministro Fedeli (rilasciate durante la conferenza programmatica del PD); in pratica il sindacato sottolinea che ad oggi in molte regioni italiane i presidenti ed i commissari del Concorso a cattedra bandito nel 2016, non sono stati ancora pagati.

«Il reclutamento del Concorso a cattedra bandito nel 2016 è stato molto difficile – sottolinea il segretario del sindacato ASA Scuola, Stefano Guarnera – in quanto le condizioni proposte erano veramente “ridicole”

“I docenti – prosegue il segretario – hanno comunque accettato, per spirito di servizio e abnegazione. Hanno dovuto inoltre anticipare personalmente le spese di vitto, alloggio e spostamenti che ad oggi, a più di un anno, non sono neanche state rimborsate! Gli insegnanti in questione, sono stati costretti a fruire di ferie e permessi personali al fine di espletare il proprio compito, affrontando trasferte e pernottamenti fuorisede, senza avere riconosciute, come detto, neanche le spese. Mi chiedo: come fa il Ministro ad annunciare altre procedure concorsuali?”.

L’esempio cade sui Presidenti e Commissari dei concorsi di scuola dell’Infanzia e Primaria in Sicilia, che da tutta la regione si sono recati a proprie spese per un anno, tutti i fine settimana, nel capoluogo di Regione, per espletare la procedura concorsuale, senza aver avuto alcun esonero dal servizio e dovendo obbligatoriamente fruire in quel periodo di ferie e permessi personali, che avrebbero forse potuto sfruttare in modo diverso. Durante i circa 9 mesi di intenso lavoro, hanno dovuto anticipare di tasca migliaia di euro per vitto, alloggio e spostamenti che ad oggi non sono ancora stati rimborsati. Condizione comunque comune a tante altre regioni.

«Oltre a sminuire la professionalità di commissari e presidenti di commissione – continua Stefano Guarnera – il Ministro ad oggi continua a non dare risposte sulla tempistica prevista per questi rimborsi spese, che considerati gli stipendi bassi del comparto, mettono a dura prova le finanze personali e familiari di commissari e presidenti che hanno anticipato 3-4 mensilità di stipendi, senza aver avuto alcun rimborso.

In chiusura Guarnera lancia un appello: «E’ ormai tempo di rivedere le regole previste per gli esaminatori delle procedure concorsuali, proprio per valorizzare le competenze e la professionalità di molti insegnanti e migliorare il mondo della scuola.».

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